In Sigillo di spine sono incluse tutte le poesie di Maurizio Gregorini, da quelle composte nella prima giovinezza a quelle della piena maturità. Si tratta di una consegna piena in cui confluiscono tutti i libri pubblicati lungo un quarantennio. Già, in anni lontani, Luca Canali e Dario Bellezza riconoscevano all’uomo e al poeta Gregorini un vigore e un’onestà che vengono da un’innocenza mai lasciata, da una necessità di espressione che trae le sue energie da un’urgenza di vita e di verità. La poesia di Gregorini, fin dai suoi inizi, si nutre nella stessa misura di emozione e di ragione, e di una fervida e perfino esclamata contaminazione di opposti: la salute interiore e la perdita di sé nel peccato e nella colpa. Una contaminazione che prelude a una diversa dimensione dell’esistenza e, dunque, la ricerca instancabile, dolorosa, anche ebbra, di un accordo, di una più netta visione dell’agire e del sentire. Gregorini affida alla sua poesia alcune particolari funzioni: «trafiggere il verso», «misurare la parola», compiere un «prodigio purulento». Intende così raggiungere l’accordo con una guerra aperta, guardando all’amore come a «un accanimento dei sensi», come a «un campo di battaglia» e con quanto comporta di dolcezze di asprezze. Per questo non tralascia istante, gesto, attesa, in vista di una libertà che è anzitutto una liberazione, nella certezza che «nulla di quel che accade al poeta deve andar perduto», poiché la sua è «un’ostinata indagine»: sa che «le cose si palesano nella loro essenza» e tocca interrogarle e saperle ascoltare. Ma questo indagare e comprendere, frutto di fervore e di rigore, più che ad una facile pacificazione portano a un «delirio», ossia a un mirabile e terrificante accostamento al divino, alla percezione di un’angelicità nascosta in ogni vivente e manifesta solo a chi sa riconoscerla, e alla consapevolezza di un «Grande Disegno» di cui tutto, anche quel che chiamiamo turpitudine e peccato, è parte. E chi più del poeta, di colui che cerca l’essenza delle cose, può farsi «guardiano del regno», consegnandosi come strenuo cercatore di verità a appassionato testimone?
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Maurizio Gregorini, Roma 1962, presente in varie antologie, è autore di poesie, racconti, romanzi, saggi. Giornalista su testate varie, autore e conduttore radiotelevisivo, in occasione della pubblicazione di Vortici. Poesie per l’altro amore, editrice Ianua, per la poesia, nel 2002, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, gli è stato consegnato il Premio Personalità Europea. Tra i suoi libri, ricordiamo il saggio biografico Il male di Dario Bellezza (prima edizione Castelvecchi 1996; seconda edizione Stampa Alternativa 2006, vincitrice del Premio Mangialibri nella categoria Miglior rapporto qualità/prezzo del 2006; edizione aggiornata Castelvecchi 2016). Nel 2017 Sigillo di spine, opera in cui sono raccolti tutti i suoi libri di poesia, si è aggiudicata il Premio Speciale della Giuria della III edizione del Premio Letterario Internazionale Antica Pyrgos. Ha partecipato al docufilm Bellezza, addio di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, omaggio al poeta Dario Bellezza, 2023. Di lui, presso le Edizioni Il Simbolo, sono stati pubblicati Ki. Segni dallo spirito, la riedizione del romanzo Neve e sangue e Dario Bellezza. Un incontro.


