Spesso l’arte del cartellone pubblicitario e il cinema sono considerati due mondi separati. Ebbene, con “Aguzzare la vista” (Graphe.it Edizioni), Paola Biribanti li unisce. E lo fa con una certa originalità e con una meticolosa ricerca: ha individuato i manifesti pubblicitari d’autore che compaiono nei film storici italiani, li ha messi a confronto con i fotogrammi e ne ha evidenziato le collocazioni, la funzione scenografica e il significato simbolico. “Anticipato – scrive Erik Balzaretti nel saggio conclusivo del libro – da un’interessante ma non coltivata intuizione di Anna Villari, una delle maggiori studiose del manifesto italiano, il lavoro di Biribanti esplora il mondo del manifesto pubblicitario attraverso una prima ma consistente campionatura, avendo cura di soffermarsi sul tema delle merci, e di come e chi è stato immortalato nelle pellicole della cinematografia italiana, non affrontando per ovvi motivi i estensione il tema del manifesto del cinema nel cinema, ma un ‘mise en abyme’ di tradizione pittorica, peraltro già ampliamente oggetto di indagine da parte degli studiosi di vari settori della cosiddetta merce culturale. Nemmeno il manifesto politico, nonostante una sua interessante presenza nel cinema italiano del dopoguerra , e quelli di pubblica utilità, sport e spettacolo non cinematografico sono stati oggetto di ricerca per l’estrema vastità del temi”.
Questo saggio conclusivo arricchisce lo stesso libro con una riflessione più ampia sul rapporto tra comunicazione visiva e costume sociale, contribuendo a dargli una dimensione interdisciplinare che ne aumenta il valore. I protagonisti di questo viaggio nei manifesti pubblicitari d’autore sono maestri del cartellonismo come Leonetto Cappiello, ArmandoTesta, Gino Boccasile e Marcello Dudovich, le cui creazioni che, in passato arricchivano l’arredo urbano, oggi si rivelano autentiche opere d’arte. Quello dell’autrice non è un catalogo di immagini, ma è un invito a guardare un film occhi nuovi, attenti agli sfondi, alle pareti cittadine dietro i protagonisti, alle insegne che diventano testimoni silenziosi di un’epoca. Questa scelta rende il libro accessibile e stimolante, non solo per specialisti, ma anche per appassionati di cinema, storia culturale e grafica pubblicitaria. Il libro infine recupera un periodo trascurato della storia della comunicazione visiva in Italia: dall’introduzione del sonoro negli anni Trenta fino agli anni Settanta, quando la chiusura del programma Carosello segnò la fine dell’“epoca d’oro” del cartellonismo. In questo periodo, precisa l’autrice, la pubblicità illustrata ha conosciuto una sperimentazione e una diffusione che oggi, letti i fotogrammi accanto ai manifesti, appaiono come parte integrante della cultura visiva popolare e dell’identità italiana.
Roberto Campagna




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