Roberto Campagna aveva ragione e le sue assenze dall’Ater per occuparsi di incarichi amministrativi all’interno del Comune di Bassiano erano assolutamente motivate. Per questo motivo lo stesso Comune dovrà rimborsare l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale pubblica di Latina di oltre 24mila euro. E’ quanto ha stabilito una sentenza del Tribunale di Latina, che ha deciso di confermare il decreto ingiuntivo ottenuto dall’Ater in danno del Comune di Bassiano in riferimento ai permessi retribuiti fruiti dal dipendente Roberto Campagna per lo svolgimento di funzioni pubbliche in qualità di consigliere e assessore del Comune stesso. I fatti risalgono agli anni scorsi e l’ente, chiamato a restituire all’Ater quanto anticipato nelle retribuzioni di Campagna, aveva promosso il giudizio di opposizione, lamentando l’inidoneità dei giustificativi consegnati a suo tempo all’Ater dal geometra, sostenendone di fatto la falsità e arrivando addirittura a disconoscere le sottoscrizioni in calce alle stesse.
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Tesi che, tuttavia, non hanno trovato accoglimento presso il Tribunale, che ha ritenuto invece pienamente dimostrate le attività istituzionali svolte dal politico bassianese, oltre alle sue partecipazioni, dimostrate da atti sottoscritti da sindaco, segretario e giunta comunale, alle sedute del consiglio, alle riunioni dello stesso esecutivo e alle commissioni consiliari di cui faceva parte in quel periodo. Il Tribunale, visti gli atti presi in esame, ha dunque confermato il decreto ingiuntivo emesso in favore dell’Ater, per un importo complessivo di 24.599,52 euro, con ulteriore condanna alle spese processuali. È stata dunque riconosciuta la piena legittimità dei documenti a suo tempo consegnati all’ l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale pubblica di Latina dal geometra Roberto Campagna, scomparso qualche anno fa e per diverso tempo consigliere e assessore del Comune di Bassiano, oltre che indiscusso protagonista della vita sociale del paese, con una felicissima parentesi alla guida della società di calcio portata fino al campionato di Eccellenza, un vero e proprio lusso per una realtà così’ piccola. A distanza di qualche anno dalla sua morte trovano dunque una secca e autorevole smentita tutte le voci relative a presunte falsificazioni dei documenti dallo stesso consegnati all’azienda per la quale lavorava; documenti che invece, evidentemente, erano regolari e testimoniavano le attività istituzionali effettivamente svolte da Campagna, la cui vicenda, come si ricorderà, nel 2012 era sfociata nella dichiarazione di decadenza dello stesso, a cui è seguito il primo commissariamento della storia del Comune di Bassiano, allora guidato dall’attuale presidente del consiglio comunale Costantino Cacciotti.
Alla luce della motivazione della sentenza, appare dunque in tutta la sua singolarità la condotta del Comune, che ha comunque palesato l’intenzione di insistere nelle proprie deduzioni, avendo nelle scorse settimane affidato un nuovo incarico ad un legale per promuovere il giudizio di appello. Una vicenda, quindi, non ancora ufficialmente chiusa, ma che restituisce dignità ad una persona per diversi anni infangata e considerata colpevole di aver falsificato carte che, invece, al contrario erano state modificate in proprio vantaggio dall’ente.






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