
Dopo le violenze che hanno travolto nell’ultimo mese la Francia, il bottino dei saccheggi finisce ora online. Dalle vetrine distrutte agli annunci su internet, il passo è stato brevissimo. La popolazione francese non si ferma e grida alla ‘Révolution’. Dai disordini del 17 ottobre — informa Adnkronos — su piattaforme come Vinted e Leboncoin sono comparsi numerosi annunci sospetti: da scarpe, cosmetici e smartphone, a capi firmati venduti a prezzi particolarmente bassi, in alcuni casi ancora provvisti dell’antitaccheggio. C’è persino chi, nelle descrizioni, farebbe esplicito riferimento alle manifestazioni. Sui social, circolano video di persone che mostrano borse piene di prodotti, invitando gli utenti ad acquistarli online.
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Non è però ancora possibile stabilire con certezza che tutta la merce in questione provenga dai negozi saccheggiati. La vicenda, spostatasi online, ha scatenato un acceso dibattito politico, con Gabriel Attal e Jordan Bardella che hanno chiesto alle piattaforme di collaborare con le autorità per individuare chi tenta di rivendere privatamente i prodotti rubati. Secondo le stime citate dalla stampa francese, le violenze del fine settimana avrebbero coinvolto oltre 2mila attività commerciali, mentre, stando a quanto riportato da BFMTV, i siti di compravendita avrebbero già iniziato a rimuovere gli annunci sospetti.




