54mila euro, 40 dalla Regione e 14 disponibili all’interno delle casse comunali. E’ questa la cifra che, secondo l’amministrazione comunale, potrebbe essere sufficiente a potenziare il servizio di videosorveglianza in città, a sistemare le videocamere già installate in alcune zone del territorio attualmente non funzionanti e ad aumentare il numero degli apparecchi nelle altre aree sensibili. Per questo motivo nei giorni scorsi la giunta comunale ha ragionato sull’opportunità di aderire all’Avviso Pubblico per la concessione di contributi, in conto capitale, per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza, acquisizione e gestione delle informazioni, riqualificazione delle aree degradate, deliberato dalla giunta regionale lo scorso luglio.
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Il progetto per il quale l’amministrazione ha deciso di richiedere un contributo di 40mila euro, mentre 14 sono già disponibili in uno dei capitoli del Bilancio di recente approvato, prende il nome di “Sezze – Videosorveglianza territoriale e sicurezza” ed è finalizzato al controllo ed alla vigilanza del territorio, alla prevenzione di atti di criminalità e di inciviltà urbana, al contrasto dei fenomeni di devianza e di degrado urbano, ma anche alla realizzazione di un fondamentale strumento per aumentare la vivibilità del territorio del Comune di Sezze, prevenire e contrastare i fenomeni di inciviltà urbana e di criminalità, incrementare nel cittadino la percezione di prossimità delle istituzioni. Nella presentazione il Comune ha inserito anche la partecipazione, una sorta di manifestazione di interesse, dell’Isiss “Pacifici e De Magistris” e di Confcommercio, con i quali sono stati firmati due protocolli di intesa.
Nel dettaglio le telecamere che il Comune installerà sul territorio arriveranno a toccare quota 33, rispetto alle 16 attualmente presenti. La maggior parte riuscirà a coprire adeguatamente il centro, mentre le altre si è stabilito che verranno installate nel luoghi ritenuti sensibili in periferia, 5 delle quali all’interno dell’abitato di Sezze scalo. All’avanguardia come tecnologia, dotate ovviamente di infrarossi, vantano un software specifico per l’individuazione delle targhe automobilistiche.






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