Di chi è la competenza del ponte che collega la Migliara 47 con la 46 e mezzo e porta a contrada Roscioli? E’ questa la domanda che ormai da mesi si pone, tra gli altri, Giuseppe Anitori, presidente dell’associazione “Liberi e Forti”, che ha scritto praticamente decine di lettere per sollecitare una serie di interventi di manutenzione su un tratto praticamente abbandonato a se stesso e decisamente pericoloso. Lo scorso 29 ottobre due macchine sono entrate in collisione proprio a ridosso di quel ponte finendo la propria corsa all’interno del canale, fortunatamente senza gravi conseguenze per entrambi gli occupanti; il muro che delimita il ponte è ovviamente, semidistrutto, l’erba alta impedisce addirittura di vedere i margini della carreggiata, in fase di attraversamento per immettersi sulla migliara è praticamente impossibile vedere con precisione le vetture che sopraggiungono e, come se non bastasse, il cartello dell’indicazione della strada è mestamente appoggiato su un lato da tempo immemore.
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Tutte queste criticità, unite alle tante segnalazioni arrivate, avevano spinto il presidente dell’associazione “Liberi e Forti” a richiedere un intervento urgente a chi di competenza. Ma qui è entrato il paradosso. Anitori ha inizialmente scritto al Comune, convinto che quel tratto urbano fosse appannaggio dell’ente, che però ha precisato come la Migliara 47 fosse assegnata all’amministrazione provinciale di Latina. Anitori ha scritto anche a questo ente, che in tutta risposta ha confermato di non avere più la responsabilità della migliara, avendone preso possesso, e di conseguenza, competenza, l’Astral. A quel punto la stessa lettera è stata spedita alla società della Regione Lazio, che però ha escluso i ponti sulla migliara 47 dalle proprie responsabilità. Quando questa nota dai tavoli di Roma è tornata su quelli dell’ente di via Costa, la stessa Provincia ha aggiustato il tiro, sostenendo che la responsabilità in realtà è del Comune di Sezze e, new entry in quella che sembra una barzelletta ma non fa ridere, del Consorzio di Bonifica. Intanto a distanza di mesi questo rimpallo da parte degli enti che dovrebbero essere preposti, ma che paradossalmente sembrano fare a gara per evitare responsabilità di sorta, non ha permesso alcun intervento su un tratto che resta pericoloso e intorno a quale ci si chiede cosa accadrebbe in caso di incidenti più gravi, verso chi chiedere spiegazioni e assunzioni di responsabilità, visto che sembra essere di nessuno.






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