Come prevedibile, e previsto, scoppia la bagarre all’interno della commissione consiliare elettorale convocata dal sindaco per stabilire i 66 cittadini setini iscritti nelle apposite liste che andranno ad occupare gli incarichi di scrutatori nelle 22 sezioni sul territorio, in occasione della tornata elettorale per il referendum sul taglio dei parlamentari e dei senatori previsto per i prossimi 20 e 21 settembre. Rispetto agli anni passati, quando la maggioranza in qualche modo aveva parzialmente accolto le istanze delle opposizioni circa l’opportunità di ricorrere ad un sorteggio integrale in nome della trasparenza e dell’equità, in questa occasione non c’è stato nemmeno margine per discuterne.
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All’interno della stanza del sindaco, preso atto che la battaglia ancora una volta sarebbe stata persa e notando come diversi consiglieri di maggioranza si fossero presentati con fogli nei quali comparivano nomi scelti arbitrariamente e addirittura sezioni di preferenza nei quali piazzarli, è esplosa la polemica da parte della minoranza consiliare, nell’occasione difesa dall’unico membro effettivo della commissione appannaggio delle opposizioni, il consigliere de Il Biancoleone Serafino Di Palma che, prima ha dovuto prendere atto che nonostante rispetto ad un anno fa le forze di opposizione siano cresciute numericamente (con il passaggio di Bernasconi dall’altra parte dei banchi) la proporzione 1/4 sarebbe rimasta invariata, poi ha avuto un pesante alterco con il capogruppo di Sezze Futura, Enzo Polidoro accusato, come del resto il capogruppo del Pd Armando Uscimenti, di “approfittare” dell’occasione per meri favori personali, dubitando come tra i nominati all’incarico di scrutatore non ci fossero persone che ne avrebbero davvero il bisogno.
Le accuse dell’esponente delle minoranze, mentre si è sentito addirittura Uscimenti proporre di mettere nero su bianco che questo modus operandi sarà utilizzato fino alla fine dell’attuale consiliatura, sono cadute ovviamente nel vuoto e lo stesso Di Palma, visibilmente urtato, ha deciso di abbandonare la commissione, dopo però essersi assicurato che i 17 scrutatori appannaggio delle minoranze fossero estratti a sorte da un computer, alla presenza del responsabile dell’ufficio anagrafe. Un’altra occasione persa per la maggioranza, soprattutto in questo periodo, di lanciare un messaggio di trasparenza. Niente di illegale, ci mancherebbe, ma un atteggiamento che non trova alcuna spiegazione logica di fronte alle istanze presentate.






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