Torna ad accendere i riflettori sulla questione della depurazione in città Paolo Di Capua, referente setino del Comitato per l’Acqua Pubblica, che già in diverse occasioni si era detto preoccupato rispetto all’opera inaugurata alla fine dello scorso anno. Le attenzioni di Di Capua questa volta si sono concentrate sul fatto che l’impianto sia tuttora collegato soltanto alla parte bassa di Sezze, mentre il resto della città sarebbe ancora servito dal depuratore in zona Casali, che tante polemiche aveva suscitato negli anni e sul quale lo stesso Di Capua ha deciso di chiedere spiegazioni.
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Nel merito della questione della depurazione in sé, lo stesso Di Capua, dopo aver ricordato che la nuova struttura è costata 5,4 milioni di euro tra contributo della Regione e fondi comunali, è tornato ad invitare la cittadinanza ad utilizzare gli strumenti della scorporazione e della compensazione sulle voci in bolletta che riguardano quello specifico servizio, come peraltro previsto da una delibera della giunta regionale risalente al 2007. Di Capua ha sostenuto che fino al 2025 la società che gestisce i servizi idrici a Sezze dovrebbe applicare una tariffa pari a 0,284 euro, rispetto a quella attualmente utilizzata che è quasi 3 volte maggiore: “In questo modo – ha spiegato Di Capua – si coprirebbero i costi fissi tra personale ed energia elettrica per il funzionamento dell’impianto. Tra il 2015 e il 2019 gli utenti setini hanno pagato 7,8 milioni di euro per la voce della depurazione e ogni cittadino ha contribuito con 586 euro alla realizzazione del nuovo depuratore”.






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