Statua sì, statua no, statua dove: un punto di vista differente

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Sono contrario all’installazione della statua dedicata a San Lidano all’interno dell’area del belvedere di Santa Maria. Qualcuno me lo ha chiesto? No, ma ci tenevo a dire la mia. Arrogante dirà qualcuno, inopportuno diranno altri. Passate avanti se non volete sapere cosa ne penso. Fate scivolare il dito sul tasto “indietro” e pace. Però mi sento in pieno diritto di intervenire, da cittadino (ex se vogliamo trovare il pelo nell’uovo) e da giornalista che segue le dinamiche della “mia” città da quasi 20 anni.

Non faccio parte dei “50” e non faccio parte dei “24.950”, sia chiaro. Con il giornale che possiedo e dirigo con orgoglio e con i prodotti editoriali che mi hanno affidato la responsabilità e l’onore di trattare della mia città credo di essere stato corretto, dando spazio a tutti quelli che lo volevano, realizzando una serie di servizi completi per far capire le diverse idee e proposte avanzate, senza prendere le parti di nessuno. Così come, oltretutto, non sto facendo con questo editoriale.

Mi sento però di dire che sono contrario, ritenendo nel metodo un errore non aver cercato di coinvolgere la cittadinanza (niente referendum, non scherziamo, ma qualcosa si poteva e si doveva fare) che si è ritrovata con un cantiere aperto dalla sera alla mattina e ha potuto solo “constatare” quello che stava accadendo; nel merito non sono d’accordo perché credo che quel luogo non diventerà più bello con un manufatto dedicato al Santo Patrono, ma con un’idea di riqualificazione che non può limitarsi ad una statua e che, comunque, arriva in clamoroso ritardo.

Raramente mi sono fermato ed ho deciso di godere della bellezza del panorama. L’ho fatto, ma non mi sento di definirmi un “purista” o una persona oggettivamente legata a quel luogo. Ciò non toglie che ogni volta che transitavo a Santa Maria mi si stringeva il cuore a vedere quel luogo praticamente nascosto dalle vetture posteggiate, in uno stato di totale abbandono, con la parte inferiore praticamente sommersa da rovi ee erbacce. Quindi, se non si ha un’idea per riqualificare quel luogo, serve a poco inserirvi una statua e due panchine circolari.

Me ne frego, in tutta onestà, del piano particolareggiato per il centro storico. Cinico? Forse. Ma sono 20 anni che sento amministratori o ambiziosi di turno riempirsi la bocca con “piano colore”, centro storico “biglietto da visita della città” o altre amenità simili. Chiacchiere e distintivi per accaparrarsi il “favore” dell’elettorato di un centro che muore. Statua o non statua che venga installata. Il clamore mediatico potevo anche metterlo in conto, soprattutto dopo la sfortunata uscita del sindaco (“50 persone non possono condizionare la volontà dei restanti 24.950”, momento colto alla perfezione dalla nostra Francesca Leonoro). Quello che non comprendo è la sollevazione popolare dopo che per almeno 30 anni quel posto è stato abbandonato a se stesso, diventando un vespasiano a cielo aperto o un parcheggio, che dir si voglia.

Ecco, magari la sollevazione popolare e il motto “Belvedere libero” me lo sarei aspettato in quelle occasioni, migliaia di occasioni. Mi sarei aspettato una raccolta firme, una “rivoluzione” per evitare quello sfacelo. Ma niente, nemmeno un comitato di quartiere a difesa di quello che è dovuto diventare “Belvedere” quando un soggetto privato ha deciso, anzi, proposto di inserirvi a sue spese una statua.

Smetto di tediarvi, consapevole che questa mia nota non cambierà alcuna carta in tavola. Io personalmente la statua la piazzerei al centro della piazza, magari cordonata per evitare che i bambini (?) che vogliono giocare a pallone come facevamo noi in tutte le piazzette del centro storico di Sezze non la ammacchino con le loro cannonate. Piazza chiusa, con elementi meccanici che si alzano e si abbassano all’evenienza. No, non l’evenienza che i residenti debbano scendere la loro spesa e magari approfittarne per posteggiare la loro auto. Due gli accessi consentiti: quello al carro funebre in occasione di funerali, quello alla macchina degli sposi per i matrimoni. Stop. Solo così, a mio modesto modo di vedere, quella piazza avrà un senso.

Simone Di Giulio

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