Ha superato i 300 giorni il presidio degli operai della Sapa iniziato lo scorso luglio. Un presidio nato dopo la comunicazione della proprietà si Sapa Hydro, colosso dell’estrusione di profilati di allumino, di chiudere lo stabilimento pontino. Una chiusura che è arrivata come una doccia fredda. Da quella comunicazione è partita la protesta, trasformata poi in presidio permanente il giorno in cui gli stessi operari, andati a lavoro per i consueti turni, hanno trovato tutto chiuso e tutto fermo per una manutenzione straordinaria non annunciata. Nel corso di 300 giorni è successo di tutto, da manifestazioni eclatanti come il blocco della ss 156, a manifestazioni a Roma. Da incontri con le autorità a conferenze dei sindaci. Recentemente, alcune fonti narrano di due diversi imprenditori che, insieme a rappresentanti Sapa, hanno visitato gli stabilimenti. Uno dei due, si dice fosse lo stesso imprenditore già interessato nei primi mesi a rilevare il reparto dell’ossidazione. A queste visite non è però seguita poi alcuna comunicazione. Le promesse del ministro del lavoro Poletti, durante la sua visita a Latina, anche quelle sono cadute nel vuoto. E come testimonia il segretario provinciale della Fiom Tiziano Maronna, nemmeno i provvedimenti del Jobs Act hanno minimamente smosso una situazione di crisi occupazionale che affligge la provincia pontina. Anzi è lo stesso Maronna a fotografare bene la situazione con queste parole: “In un contesto di crisi generale, anche 300 giorni di presidio non fanno più notizia e questo è drammatico”. Il sito di Fossanova intanto si sta avviando all’abbandono sulla scia di tanti altri cimiteri dell’industria pontina. Degli operai, qualcuno ha trovato occupazione altrove, anche se si tratta di inserimenti occasionali, per lo più stagionali. Al presidio sono rimasti una quarantina di operai ad alternarsi nei turni. All’inizio del presidio erano 98. In 32 hanno conciliato il licenziamento già nei primi mesi (tutta la parte degli impiegati). Intanto, accanto alla parte di contrattazione sindacale, è partita quella giudiziaria. Sono state fissate le udienze sulle procedure di licenziamento che i sindacati ritengono viziato per errori di forma.
Sapa, superati i trecento giorni di presidio; i licenziamenti arrivano in tribunale


