Il Referendum Costituzionale sulla riforma della giustizia si conclude con la vittoria del “No”, confermando la scelta della maggioranza degli italiani di mantenere l’attuale assetto del sistema giudiziario.
I dati diffusi dal sito ufficiale Eligendo del Viminale, su poco meno di circa 27.000.000 di elettori, registrano che i voti favorevoli al “Si” hanno raggiunto il 46,26%, mentre il “No” si è imposto con il 53,74% (circa 2.000.000 voti in più). La consultazione si è rivelata uno scontro testa a testa, fino a quasi l’ultimo minuto, con risultati che hanno tenuto in sospeso cittadini e leader politici fino alla chiusura definitiva dello scrutinio. Il risultato definitivo, conferma una prevalenza per la posizione contraria alle modifiche costituzionali proposte.
La riforma oggetto della consultazione, proponeva una serie di interventi significativi: dalla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, alla creazione di un’Alta Corte Disciplinare, fino a un nuovo sistema di sorteggio per i membri del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). L’insieme di queste misure, presentate dal Governo come garanti di una maggiore autonomia e trasparenza, ha suscitato un dibattito acceso tra favorevoli e contrari.
Come spesso accade, è probabile che il risultato del referendum porterà ora a ridisegnare l’Agenda Politica dei prossimi mesi, chiamando i partiti a ricalibrare le proprie priorità e le proprie strategie parlamentari, insieme a un’opinione pubblica che, anch’essa, ha dimostrato di voler essere sempre più protagonista nel dibattito politico.


