Un articolo del decreto mille proroghe del Governo centrale, apre uno spiraglio per riaprire l’ufficio del Giudice di Pace. A sottolinearlo è l’avvocato Alessandro Pucci di Maenza che specifica: “Il governo, con la legge mille proroghe ha offerto una possibilità a tutti quegli amministratori di buona volontà, per provare a riportare nel proprio territorio il Giudice di Pace anche se dovranno concorrere alle spese di funzionamento con personale e strutture. Nel caso specifico dei paesi Lepini, Sezze e Priverno e i comuni collegati, hanno la possibilità per ripristinare un servizio di giustizia. Sarebbe un atto importante cogliere questa possibilità vista la tendenza all’eliminazione di molte strutture pubbliche registrata negli ulti anni nei piccoli centri. Potrebbe significare una seria e importante inversione di tendenza. Purtroppo, fino ad ora, non è che la questione abbia più di tanto infiammato gli animi degli amministratori che non hanno fatto molto per evitare le soppressioni. I Comuni non vogliono o non possono spendere”. Registrando oggi Priverno una situazione anomala di commissariamento, il dito rimane puntato quindi su Sezze, ma anche sugli amministratori dei comuni intorno visto che è conducibile un discorso comprensoriale. Sapranno i governanti di Sezze, Bassiano, Roccagorga, Sonnino, Maenza, Prossedi e Roccasecca dei Volsci riuscire a trovare un accordo per riportare in vita un servizio che, in passato, è servito ad esempio a non intasare i tribunali ordinari con casi come quello dell’autovelox di Sezze? Pucci si dice scettico, agli amministratori la facoltà di smentirlo.
Luca Morazzano


