A quasi mille anni dalla disputa sulla custodia delle spoglie di San Lidano, Sermoneta e Sezze hanno simbolicamente siglato la pace con un “trattato” promosso dall’associazione “Nel nome di Lidano”, composta da persone che portano il nome del patrono della Diocesi di Latina. La vicenda risale al 1118, quando le due comunità si contesero il luogo dove custodire le spoglie del Santo. La decisione arrivò attraverso un’antica ordalia, il “giudizio di Dio”, con una prova affidata ai buoi che decretò la vittoria di Sezze.
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A chiudere simbolicamente la disputa sono stati i sindaci di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli, e di Sezze, Lidano Lucidi, alla presenza dei rappresentanti dell’associazione e delle amministrazioni comunali. “Ogni occasione per affermare il valore del dialogo e della riconciliazione ha un significato che va oltre il gesto simbolico”, ha dichiarato Giovannoli. “Ogni riconciliazione, anche la più piccola, rappresenta un esempio positivo”, ha aggiunto Lucidi. L’associazione proseguirà ora il lavoro di ricerca sul territorio, con uno studio dedicato alle tracce dell’antico monastero di Santa Cecilia, fondato da San Lidano e primo luogo della sua sepoltura, poi distrutto da Federico Barbarossa.


