Di solito, dopo l’esito elettorale delle amministrative, in qualsiasi paese o città, ci si chiede cosa intenda fare il sindaco nei primi cento giorni di governo locale. Noi, parafrasando il concetto, vogliamo, invece, vedere cosa è successo – a Priverno – nelle prime cento ore della crisi amministrativa apertasi il 25 febbraio scorso. Una nostra ipotesi di soluzione l’abbiamo già lanciata su questa stessa testata. E, a quanto pare, ha avuto anche un discreto successo se l’hanno letta un migliaio di persone e ben 640 hanno dato il loro assenso (articolo “Crisi amministrativa, Priverno non può permettersi un anno di campagna elettorale”, pubblicato il 27 febbraio su Mondo Re@le on line). Vediamo, invece, cosa hanno detto gli attori protagonisti della vicenda. Il Pd, innanzitutto. In un manifesto diffuso in città e sulla Rete, intitolato “Il sindaco Delogu sfiduciato dal Consiglio”, ci va giù duro, affermando, tra l’altro, che “si è conclusa con una bocciatura la spericolata operazione del sindaco e dei suoi complici di mortificare gli elettori di Priverno. Hanno affrontato l’ultimo Consiglio con la richiesta di fiducia sul programma collegato ad una nuova Giunta che rispondesse solo al sindaco, escludendo il Pd e i suoi consiglieri democraticamente eletti”. Mentre il Partito democratico aveva semplicemente chiesto che “si rispettasse il mandato degli elettori” e che “non ci fossero discriminazioni odiose e veti”. Il sindaco, invece, ha preferito fare “un salto nel buio, tradendo la maggioranza politica che lo ha sostenuto”, impegnandosi con i ‘suoi sodali’ in una “affannosa ricerca di un voto a destra o sinistra, pur di mantenere la poltrona, per sé e per il suo cerchio magico”. Il problema è che “il salto nel buio non l’ha fatto da solo, ma trascinando con sé un intero paese”. Poi Sel. Martina D’Atino, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, ha sottolineato che “dopo l’esito di un Consiglio comunale drammatico, Priverno sembra un paese “bombardato”, privato delle sue fondamenta e profondamente deluso”, perciò “appellandomi al senso del dovere e della responsabilità che ci appartiene, chiedo al Pd di riaprire il dialogo e di sedersi insieme a noi intorno al tavolo per fare un’analisi seria della situazione e trovare una soluzione che restituisca dignità al governo di questo paese”. Infine, il sindaco, Delogu. In una nota, dal titolo semplice quanto aperturista, “Invito al dialogo”, si dice convinto che “un paese in difficoltà come Priverno, che aveva appena cominciato ad intravedere una prospettiva, ha bisogno di tutto, fuorché di un lungo e imponderabile commissariamento”. Pertanto, “da uomo delle istituzioni, mi sento di rivolgere a tutti gli attori in campo un appello, un sincero invito al dialogo”. Infine, si dichiara disponibile “a confrontarmi apertamente e a rivedere le scelte recentemente assunte”. Ognuno tragga le sue conclusioni.
Mario Giorgi
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