Tutto azzerato e l’avvocato Maurizio Mansutti, presidente dell’assemblea provinciale di Latina, commissario con poteri suppletivi e straordinari. Così ha deciso il direttivo provinciale del PD. Ad ispirare la scelta l’articolo 17 comma 3 del regolamento nazionale dei dem che recita: “In casi di necessità e di urgenza, di gravi e ripetute violazioni dello Statuto e del Codice etico, sentita la Commissione nazionale di Garanzia (in questo caso quella provinciale), il Segretario nazionale (in questo caso provinciale) può nominare un organo commissariale sostitutivo del Segretario e della Segreteria, ovvero di altri organi esecutivi”. Così, con 35 voti favorevoli, 16 contrari (tra cui spiccano quelli delle sorelle Amici Carla e Sesa e gli esponenti di Priverno Picozza, Petrole e Tacconi) e 2 astenuti, è stato suffragato il decreto commissariale. Il segretario La Penna ha quindi sciolto tutti gli organismi eletti azzerando di fatto il congresso dello scorso 24 gennaio. Il commissario Mansutti, nella sua opera sarà coadiuvato da due sottosegretari che sono il segretario rimosso Giuseppe Ronci e il vice segretario provinciale Giovannini. Il commissario, come previsto dallo statuto, ha poteri sostitutivi e straordinari. A dettare la scelta, la constatazione che manca negli atti della segreteria privernate tutto il deliberato che ad un certo punto ha portato i quattro consiglieri Elvira Picozza, Antonietta Bianchi, Paolo Picozza e Mauro Petrole a votare la sfiducia sulle linee programmatiche proposte dal sindaco Delogu e poi a partecipare con le proprie dimissioni allo scioglimento del consiglio.
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