Venerdì scorso a Bassiano si è tenuto il convegno “Vivere durante noi, per un sereno Dopo di noi” organizzato dall’Associazione Dopo di Noi con Presidente Francesco Cardarello e dalla Cooperativa Cambia-Menti con Presidente Christian Polisena. Tema centrale è il dopo di noi, quale futuro per i disabili una volta che i genitori non possono più assistere i propri figli? È del tutto evidente che oggi è la famiglia il perno dell’assistenza, uno Stato al limite della latitanza carica sulla famiglia l’assistenza sociale. In questo stato di cose il venir meno dei genitori è un dramma per chi ha vissuto in simbiosi con essi. Sono intervenuti il Sindaco di Bassiano Guidi e l‘assessore ai servizi sociali Coluzzi che complimentandosi per l’iniziativa hanno spronato i sodalizi a continuare su questa strada. Protagonista dell’incontro con un intervento articolato è stato senza dubbio l’Onorevole Ileana Argentin. “Il dopo di noi è la conseguenza di una vita i genitori che si sostituiscono ad un sistema sociale inesistente. Sono i rapporti privati che reggono il mondo della disabilità. Per un genitore avere un raffreddore è un lusso che non si può permettere”. È qualche passaggio dell’intervento dell’Onorevole Argentin, che ha lanciato una petizione a sostegno della proposta di legge Dopo di Noi che si può firmare qui. Dal testo della petizione emerge prepotentemente la grande preoccupazione dei genitori di un disabile “Tutti i genitori che ho conosciuto, con un figlio disabile, hanno come grande e a volte unica preoccupazione il “dopo”. Il momento in cui diventeranno vecchi e non potranno più assistere il figlio che non è in grado di far fronte autonomamente alle necessità della vita quotidiana”. Obiettivo della legge è quello di garantire l’assistenza al disabile nella propria abitazione o il progressivo inserimento in comunità familiari e case famiglia. La legge pone particolare attenzione al ritardo cognitivo, e per quanto riguarda l’aspetto finanziario essa non va a sovrapporsi al capitolo dell’autosufficienza. I finanziamenti ai disabili inoltre non saranno messi nello stesso calderone degli anziani non autosufficienti. Novità importante è anche l’introduzione del trust, ovvero la possibilità data ad un genitore di mettere un bene (una casa, un terreno o altro) a disposizione per finanziare l’assistenza al figlio disabile una volta che i genitori non ci saranno più. Apprezzabili anche gli interventi della dott.ssa Cristina Da Empoli, fondatrice dell’Associazione Casaliò, che ha testimoniato non solo la sua esperienza di vita ma anche tante ingiustizie quotidiane, e di Stefano Soscia di Rete Solidale.
Bassiano, un successo il convegno “Vivere durante noi, per un sereno Dopo di noi”


