MondorealeMondorealeMondoreale
Ridimensionamento dei caratteriAa
  • Notizie
    • Attualità
    • Cultura & Eventi
    • Sport
    • Politica
    • Cronaca
    • Speciali
    • Regione
    • Dall’Italia e dal Mondo
  • Chi siamo
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti
Lettura: Cisterna, Benvenuti ha raccontato la sua esperienza da esule istriano
Condividi
Ridimensionamento dei caratteriAa
MondorealeMondoreale
Search
  • Notizie
    • Attualità
    • Cultura & Eventi
    • Sport
    • Politica
    • Cronaca
    • Speciali
    • Regione
    • Dall’Italia e dal Mondo
  • Chi siamo
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Contatti
Hai un account esistente? Registrazione
Seguici
Mondoreale > Blog > Speciali > Cisterna, Benvenuti ha raccontato la sua esperienza da esule istriano
Speciali

Cisterna, Benvenuti ha raccontato la sua esperienza da esule istriano

Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2015 21:52
Simone Di Giulio Pubblicato 11 Febbraio 2015
Condividi
Condividi

Un grande campione dentro e fuori dal ring. Lo ha dimostrato ancora una volta ieri il campione del mondo Nino Benvenuti che, nonostante le tante emozioni provate e fatte provare lungo la sua lunga carriera, quest’oggi in alcuni istanti ha lasciato trasparire momenti di sincera commozione nel ricordare la sua esperienza di istriano. Il Comune di Cisterna di Latina, in occasione della Giornata del Ricordo, in memoria delle vittime nelle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, ha promosso l’incontro del campione Nino Benvenuti e del giornalista Mauro Grimaldi con gli studenti del triennio del Polo dei Licei Ramadù. Ha coordinato l’incontro la preside dell’istituto, Anna Totaro, ed erano presenti Marco Barone e Francesca Ianiri in rappresentanza dell’Amministrazione comunale. Benvenuti e Grimaldi hanno illustrato il contenuto del loro ultimo libro, intitolato “L’Isola che non c’è”, in cui raccontano l’esperienza di esule dall’Istria del campione di boxe al fine di restituire alla storia un capitolo rimasto taciuto fino alla caduta del muro di Berlino e tuttora poco noto. Benvenuti, nato a Isola d’Istria, località marina allora territorio italiano oggi in Slovenia, ha ricordato di quando la Ozna, la polizia segreta jugoslava al servizio del dittatore Tito, arrestò – solo per essere un italiano – suo fratello liberandolo sette mesi dopo. E di quando la sua famiglia fu costretta ad abbandonare la propria casa e trovare rifugio a Trieste mentre lui rimase per accudire i nonni. Una serena vita di pescatori sconvolta dalla persecuzione contro gli italiani e che ha contato migliaia di vittime uccise e sepolte nelle foibe, e tante altre strappate dai ricordi, dagli affetti, dalle proprie radici. In quegli stessi anni Benvenuti decise di portare avanti la sua passione, il pugilato, passando dai pugni al sacco di grano appeso in camera a quello della vicina palestra. Con grande impegno e determinazione perfezionò il suo talento collezionando vittorie fino alla medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960 e al titolo di miglior pugile olimpionico superando il celebre Cassius Clay. Seguirono altre numerose e importanti vittorie che lo resero e lo rendono ancora oggi celebre in tutto il mondo. E’ stato attore cinematografico, giornalista e cronista televisivo. Ma soprattutto grande è stato, una volta sceso dal ring, il suo impegno nell’ambito dello sport e del sociale: ha sostenuto moralmente ed economicamente fino alla sua morte, avvenuta nel luglio 2013, il suo ex rivale Emile Griffith affetto dal morbo di Alzheimer, e numerose altre cause. Da alcuni mesi incontra gli studenti italiani per far conoscere, con il racconto della sua vicenda personale, la questione giuliano dalmata e la persecuzione degli italiani d’Istria. «Non riesco a dimenticare quegli sguardi persi nel vuoto – ha detto Benvenuti –, quella disperazione sui volti della gente, quelle poche cose trascinate via. I miei occhi di bambino non hanno ancora dimenticato. Mentre il vaporetto mi portava via, restai a guardare Isola fino a quando non scomparve dai miei occhi. Lasciai dietro di me la sofferenza di tanta gente, senza poter fare niente, i morti, le umiliazioni, la fame, la paura, la povertà. Per me il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Sapete, anche se sono riuscito a rifarmi una vita, non mi sono mai scrollato di dosso queste immagini. Credo sia possibile, come accaduto a me, abituarsi a convivere con questi ricordi, fingere di dimenticarli ma poi riaffiorano, come fantasmi e ti rendi conto che non si possono cancellare le ferite che hai dentro».

Correlati

Potrebbero interessarti anche

Non sono perfetta e non voglio la responsabilità di esserlo
SEZZE | Venerdì Santo, la Sacra Rappresentazione accende le vie del centro storico
L’EDITORIALE | Il paradosso italiano: il calcio si ferma, lo sport corre
NORMA | Esperienze sul territorio: i giovani studenti della scuola “Lo Scarabocchio” alla scoperta del cioccolato
REFERENDUM | Il “No” trionfa sulla riforma della giustizia, l’Italia respinge le modifiche costituzionali
Condividi questo articolo
Facebook Twitter Email Stampa

-SPONSORED-

Mondo Re@le, testata registrata presso il tribunale di Latina il 29 febbraio 2008 RG 128/08 VG Cr.323
Registrazione Stampa N° 892. Iscrizione al ROC dal 7 marzo 2008 numero iscrizione 17028 P. Iva 02409130594

Link utili

  • Notizie
  • Chi siamo
  • Redazione
  • Codice di autoregolamentazione
  • Pubblicità
  • Contatti
  • Privacy Policy

Categorie

  • Attualità
  • Cultura & Eventi
  • Sport
  • Politica
  • Cronaca
  • Speciali
  • Regione
  • Dall’Italia e dal Mondo

Seguici sui social

Copyright © 2024 Mondoreale. Tutti i diritti riservati.
 

Caricamento commenti...
 

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.

    Welcome Back!

    Sign in to your account

    Password dimenticata?