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Mondoreale > Blog > Speciali > Cori, “One billion rising revolution”: flash-mob di San Valentino contro la violenza di genere
Speciali

Cori, “One billion rising revolution”: flash-mob di San Valentino contro la violenza di genere

Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2015 19:24
Simone Di Giulio Pubblicato 21 Gennaio 2015
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Anche quest’anno a Giulianello si danzerà per dire ‘Stop alla violenza sulle donne’. L’Associazione Culturale ‘Chi dice donna’ infatti ha aderito, per il terzo anno consecutivo, alla campagna mondiale ‘One Billion Rising Revolution’, che scende in piazza per manifestare con la danza, il più antico strumento di comunicazione. In vista del flash mob di San Valentino, organizzato per il prossimo 14 Febbraio, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità del Comune di Cori, il gruppo giulianese tutto al femminile ha dato il via al corso di preparazione della coreografia aperto a tutti. L’appuntamento è il giovedì, dalle 15 alle 16, presso la palestra Carpe Diem di via Anita Garibaldi, a Giulianello. L’insegnante di danza Ilenia Dell’Uomo preparerà i partecipanti durante questo percorso. Per maggiori informazioni si può contattare il numero: 333 24 78 369. One Billion Rising è il movimento globale che ha mosso i primi passi nel 2013 su iniziativa della scrittrice Eve Ensler, fondatrice del V-Day, ed ispirato al principio che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo, della propria salute e del proprio destino. Insieme all’Italia, altri 207 Paesi hanno raccolto l’invito a ballare per esprimere la volontà di cambiamento. Nel 2015 l’obiettivo è espandere il One Billion Rising in un modo sempre più decentralizzato, determinato e guidato dalle comunità locali. Occorre essere consapevoli che non si può porre fine alla violenza sulle donne senza risolvere i problemi della povertà, del razzismo, della guerra, del disprezzo dell’ambiente, del patriarcato. Da qui il rinnovato appello al senso di responsabilità della politica, delle istituzioni e della società civile. Servono nuove leggi, più cultura ed maggiore educazione.

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