Francesco Scacchetti e Carla Amici; Una maggioranza a guida PD, una minoranza a guida a PD. Uno scontro nello scontro che, nelle ultime elezioni, non ha lasciato scampo agli avversari e che insieme copre ben oltre il 75% dei consensi disponibili nel paese. Ma quali sono i motivi di questa divisione? A parlare è Francesco Scacchetti, Capogruppo della lista “Tocca alla Rocca” e leader della minoranza consiliare: i motivi della divisione attengono tanto alla politica, quanto alla gestione amministrativa. Quali sono quelli politici? Non sto qui a ricordare il percorso delle primarie e la correttezza con cui sono state richieste. L’atteggiamento politico del Sindaco e della Segreteria Comunale in quei mesi é stato poco democratico e al di la dei risultati elettorali bisognerebbe confrontarsi sulle motivazioni per cui si é o non si é di un partito. Io non sono del PD perché non esistono più i DS o la Margherita, io sono del PD perché lo ritengo un partito che assicura il rispetto delle libertà personali nel dibattito politico, civile e sociale. Alla Rocca il PD è diventato altro, il dibattito é quasi inesistente ed esistono troppi tabù. E i fatti amministrativi ? Credo che i fallimenti amministrativi di questa maggioranza siano sotto gli occhi di tutti. Il nostro é un Comune che il Sindaco gestisce nel tempo libero e con poca passione. Dal 2010 ad oggi abbiamo accumulato tra debiti, contenziosi e variazioni di spesa 237 mila euro per la rete elettrica e 34 mila euro con la telefonia. A questo aggiungiamoci un aumento considerevole delle tasse e la poco trasparente gestione dell’Azienda Speciale “Vola”. Se pensiamo che il Comune spende circa 63 mila euro l’anno per i servizi di assistenza sociale, quanto danno provoca “buttarne” quasi 270 mila? Quante cose si sarebbero potute fare? Il dato è tratto. Basta dire che nell’ultimo Consiglio Comunale siamo stati costretti a rinegoziare i mutui per sostenere le spese impreviste. Con il sindaco Amici come sono i rapporti? Per tanti motivi farei bene ad avere buoni rapporti con lei. La cosa, purtroppo o per fortuna, mi resta difficile. Cosa contesta alla Amici ? Al di là dei fatti politico-amministrativi tra me e Carla Amici c’è distanza sul piano culturale e umano. Che significa ? Significa che dovremmo ragionare sul concetto di appartenenza. Un esempio pratico di questa distanza? A mio giudizio oggi la politica vale ogni giorno di meno perché ha perso fortemente di credibilità e questo, purtroppo, è dovuto in gran parte ai comportamenti dei politici. Per farle un esempio, tolta la vicenda amministrativa e i problemi ad essa connessi per i cittadini, mi sento di non criticare Carla Amici per essere indagata nel caso rifiuti, sul quale mi auguro si metta presto la parola fine, ma la critico apertamente per i tanti conflitti d’interesse che ruotano intorno alla sua figura. Il caso della multiservizi di Aprilia e quello dell’azienda speciale di Terracina.
Ma questo cosa c’entra con Roccagorga e la politica? C’entra perché la vita si basa sulla circolarità, nel senso che tutto è collegato, e lo stesso vale anche per i nostri comportamenti. Fare il sindaco significa essere punto di riferimento culturale, umano, sociale di una comunità. Rappresentare un Partito significa lo stesso. Quindi per lei se uno sbaglia deve stare fuori? Beh, dipende, ma per esperienza personale so bene quanto sia importante avere un’altra occasione. Io sono un garantista, legalitario convinto. Che significa? Significa che i propri errori vanno riconosciuti altrimenti non si è credibili. Ma se fosse diventato Sindaco cosa avrebbe fatto ? Come prima cosa mi sarei sposato, così da complicare le cose alla mia compagna che avrebbe potuto lasciarmi perché gelosa dell’amore che provo per il mio paese e per la mia comunità, credo proprio che avrei tolto molto tempo alla mia vita privata. Poi avrei realizzato quello che era il programma elettorale della lista che rappresento: far diventare la Rocca un Comune contemporaneo. Avrei utilizzato di più e meglio le intelligenze presenti nella pianta organica dell’ente, avrei costituito un ufficio Europa ed un ufficio di orientamento al lavoro, avrei applicato le tasse con discrezionalità, secondo le fasce di reddito e non indistintamente. Avrei, anzi avremmo, aperto il Comune a tutte le forze disponibili e competenti nella comunità. Il futuro è immaginazione e noi ci siamo immaginati una comunità capace di deliberarlo il proprio futuro e, come amministratori, avremmo strutturato il Comune in modo da rendere reale e determinante la partecipazione dei cittadini. Ha fatto una battaglia in nome delle regole, ma lei facendo opposizione ad un Sindaco del suo Partito le rispetta? Su questo ci sono diversi punti di vista e potremmo parlarne per ore. Io ho la coscienza apposto, a Roccagorga poi tutto ciò che è normale diventa eccezionale. Mi auguro solo che in un modo o nell’altro si possa provare a ricomporre una situazione che ha diviso il partito e la comunità. Per quanto mi riguarda sono e siamo disponibili al dialogo, parlo anche nome della mia compagna di gruppo Fabiola Pizzutelli e di tutte quelle persone che ci hanno sostenuto e continuano a sostenerci. Spesso si legge sul giornale che la vogliono cacciare dal Partito Democratico, cosa pensa? A guardare tutto con un po di ironia penso che la strada dell’espulsione dal PD è come una porta girevole e questo, per esperienza lo sanno bene il nostro Sindaco ed il nostro Segretario comunale. Voci e notizie che mi vorrebbero cacciato fuori circolano quotidianamente ma é altrettanto evidente che, se sono ancora qui (ed ho intenzione di rimanerci per molto) non ci sono sufficienti motivazioni per farlo.


