Altra importante attestazione di merito ed interesse dal mondo della romanità per la vera storia di Rosa Tomei, poetessa e donna di Trilussa. Dopo l’Istituto Nazionale di Studi Romani, la prof.ssa Secondina Marafini e la sua ricerca promossa dal Comune di Cori ed edita da Aracne Editrice, è stata accolta dall’Accademia Romanesca, che si occupa di divulgare e rendere accessibile a tutti il dialetto romanesco, attraverso la lettura e lo studio dei testi dei migliori autori dialettali del passato e del presente. L’autrice corese è stata invitata al teatro Petrolini di Roma nel corso di uno degli incontri settimanali aperti ed organizzati dall’Accademia Romanesca per discutere di storia, cultura, folclore, dialetto, lontano dai toni accademici, all’insegna del coinvolgimento del pubblico. Il confronto tra la prof.ssa Marafini e il Presidente dell’Accademia Romanesca Maurizio Marcelli, è stato impreziosito dalla lettura di alcuni inediti di Rosa Tomei da parte dell’attore e scrittore di testi teatrali e poesie in dialetto romanesco Paolo Procaccini. Anche in questo caso l’auditorio è rimasto affascinato davanti al ritratto della giovane quindicenne partita da Cori in cerca di fortuna come attrice, nella capitale, e ritrovatasi nella Casa Studio del Maestro, che l’ha istruita fino a diventare la sua più stretta collaboratrice ed erede intellettuale, autrice di testi che portano la firma poetica della Tomei. Una ventennale “coabitazione” nel segno di una reciproca stima professionale e di un amore ricambiato da Carlo Alberto Salustri. Il progressivo ingresso nelle istituzioni romaniste rappresenta un chiaro segnale verso il riscatto definitivo della figura di Rosaria Tomei, come persona e come poetessa, restituendo un volto e un’anima ad un’artista da pochi conosciuta, perchè vissuta per 20 anni all’ombra di un mito e in un periodo storico in cui le piccole grandi donne venivano riposte nel dimenticatoio. Ulteriori dettagli sul suo spessore letterario e sul legame sentimentale che la univa al gran Poeta potranno giungere dallo studio del Fondo Trilussa, aperto solo di recente agli studiosi.


