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Lettura: Sezze, degrado alla stazione: lettera aperta al sindaco Campoli
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Mondoreale > Blog > Speciali > Sezze, degrado alla stazione: lettera aperta al sindaco Campoli
Speciali

Sezze, degrado alla stazione: lettera aperta al sindaco Campoli

Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2014 13:03
Simone Di Giulio Pubblicato 29 Aprile 2014
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera ed il materiale fotografico inviato da Teresa Faticoni al sindaco di Sezze Andrea Campoli.

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Caro sindaco Andrea Campoli,
ogni mattina dalla stazione di Sezze Scalo prendo il treno che mi porta a Roma per lavorare. E puntualmente ogni mattina una decina di macchine impunemente occupa senza permesso il posto riservato ai disabili. Quando ho contestato questo atteggiamento a un automobilista mi ha risposto che non ci sono i cartelli e le strisce gialle non si vedono. Naturalmente riporto in italiano quanto proferito in un linguaggio ben scurrile. È vero, comunque, i cartelli sono stati divelti (come si evince dalle foto) ma la segnaletica orizzontale, sebbene scolorita, si vede benissimo. E penso anche che le convenzioni e il buon senso in certi casi dovrebbero prevalere. Ora, mi permetto di suggerirti di mettere a posto la segnaletica per evitare alibi a questi incivili e poi mandare ogni tanto senza preavviso un paio di vigili urbani, che potrebbero sanzionare anche quei cittadini che, nonostante alle sei del mattino il parcheggio sia quasi totalmente libero, decidono di lasciare comodamente le auto fuori dalle strisce proprio davanti all’entrata del sottopassaggio. E qui siamo alle note dolenti. Il sottopassaggio serve ormai solo per fumare, perché i viaggiatori che vanno verso Sezze attraversano tranquillamente i binari. Anche in quel breve tratto di terra di nessuno non ci sono cartelli con l’indicazione dei divieti antifumo. Ora, le FS hanno deciso di non investire sulla nostra stazione di Sezze (niente bagni, nessuna biglietteria, annunci aleatori e imprecisi), ma noi possiamo renderla vivibile, per quello che ci compete. Noi come cittadini ci dobbiamo assumere la responsabilità di condividere uno spazio in maniera civile, rispettando i luoghi e gli altri. Capisco che il problema in certi casi non è rappresentato dall’amministrazione ma dagli amministrati, ma un Comune e soprattutto un Comune di centrosinistra deve assumersi la responsabilità di un cambiamento di cultura delle persone.
Con stima.
Teresa Faticoni

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