A Sezze ha preso forma una nuova realtà sociale costruita attorno a un’idea precisa: mettere al centro la dignità, l’autonomia e il ruolo attivo delle persone con disabilità, superando la tradizionale distinzione tra chi offre aiuto e chi lo riceve.
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È il progetto di “Fuori Misura”, realtà nata con l’obiettivo di promuovere inclusione lavorativa, ristorazione solidale e percorsi di autonomia e destinata a diventare un’organizzazione di volontariato. A promuoverla sono il presidente Paolo Tasciotti, la vicepresidente Eleonora Rizzo, la segretaria Barbara Benigni, la tesoriera Elisa Cologgi e i consiglieri Ilaria Rizzo, Ilenia Bernabei e Fabrizio Paladinelli.
La formula “Paga quanto puoi”
Uno dei cardini del progetto è la formula scelta per la ristorazione inclusiva: “Paga quanto puoi”. Non esistono prezzi né listini e il contributo viene lasciato in forma anonima. I soldi vengono inseriti in una busta lasciata sul tavolo e successivamente riposta all’interno di una scatola.
L’obiettivo è semplice: permettere a tutti di mangiare, indipendentemente dalle possibilità economiche del momento, senza creare distinzioni tra chi può permettersi di pagare di più, chi può pagare meno e chi, in quel momento, non può farlo.
Da assistiti a risorse per gli altri
È proprio qui che Fuori Misura prova a ribaltare una prospettiva ancora molto radicata. I ragazzi con disabilità non sono soltanto destinatari di assistenza, ma persone capaci di mettere a disposizione degli altri il proprio lavoro, il proprio tempo e le proprie capacità. Da assistiti possono diventare, a loro volta, coloro che aiutano. Attorno allo stesso tavolo c’è un gruppo di ragazzi che lavora per offrire cibo e accoglienza anche a persone che attraversano un momento di difficoltà.
Una filosofia che ha già trovato una prima applicazione concreta: i ragazzi di Fuori Misura hanno infatti cucinato anche per Casa Alma, comunità che accoglie ragazzi con autismo e altre disabilità. Un’esperienza che rende ancora più evidente il principio sul quale si fonda il progetto: ciascuno, con le proprie capacità, può diventare una risorsa per qualcun altro.
Attorno a Fuori Misura, intanto, la comunità ha già iniziato a fare la propria parte, attraverso la partecipazione, la disponibilità e la vicinanza dimostrate al progetto. Ed è proprio da questa risposta che Fuori Misura vuole partire per costruire qualcosa di ancora più ampio, nella convinzione che un percorso di inclusione non possa appartenere soltanto alle famiglie o a chi lo promuove, ma debba diventare patrimonio dell’intera comunità. “Non può essere un percorso che facciamo soli come gruppo. Il ruolo centrale e ancora più importante del nostro lo dovrebbe svolgere la comunità. Ogni persona può fare qualcosa e tutti insieme siamo l’unica via per dare vita ad un vero modo nuovo di concepire la vita e di creare qualcosa di meraviglioso”.
Partecipare, interessarsi, diffondere il messaggio e far sentire la propria vicinanza significa quindi continuare ad alimentare un percorso che ha già cominciato a coinvolgere il territorio, facendo crescere una rete nella quale ciascuno può contribuire secondo le proprie possibilità. Dietro il progetto c’è anche una delle domande più difficili con cui devono confrontarsi le famiglie: quella del “dopo di noi”. Cosa accadrà quando i genitori non potranno più occuparsi dei propri figli?
Fuori Misura prova ad aprire una strada che passa dall’autonomia e da una responsabilità collettiva che la comunità ha già iniziato a dimostrare concretamente. L’obiettivo è far crescere questa rete nel tempo, perché questi ragazzi non appartengono soltanto alle loro famiglie: fanno parte della comunità e devono essere considerati una sua risorsa. Il ribaltamento di prospettiva è proprio questo: non chiedere alle persone con disabilità di cambiare per trovare posto nel mondo, ma costruire una comunità capace di cambiare per accoglierle, riconoscerne le capacità e permettere loro di esprimerle.
Sabato al Memorial Pietro Benigni
Una nuova occasione per conoscere Fuori Misura e incontrare i ragazzi arriverà sabato 12 settembre. Il gruppo sarà presente al 2° Memorial Pietro Benigni, in programma presso il campo da basket “La Macchia” di Sezze, partecipando a una giornata dedicata allo sport, alla memoria e alla solidarietà.
Un appuntamento che rappresenta anche un’altra occasione per portare Fuori Misura dentro la comunità e far crescere un percorso che ha già iniziato a trovare partecipazione e sostegno sul territorio. Perché il principio dal quale nasce il progetto è semplice: nessuno deve essere considerato soltanto qualcuno da aiutare, perché tutti possono avere qualcosa da offrire agli altri.


