Giorgio Libralato, tecnico di parte dei cittadini di Borgo Montello, nella spinosa questione della discarica, ancora una volta nota come passano i mesi ma la questione della raccolta differenziata del capoluogo pontino rimane irrisolta. Libralato scrive infatti: “Le cronache locali rimandano un film già visto sul caso o caos rifiuti. Oggi le tariffe, con un aumento (concordato o meno, sicuramente legittimo) del 17% che lascia perplessi. Sembra che la commissione ambiente della provincia di Latina si vanti del 22-23% di percentuale di differenziata raggiunta perchè sarebbe la prima nel Lazio. Lontanissimo l’obiettivo di legge del 65% ma anche l’ennesima presa in giro ai cittadini alle prese con l’aggressione continua delle tasse in costante aumento, come le imposte locale con prezzi dello smaltimento dei rifiuti inavvicinabile. La differenziata non è solo un obbligo di legge, è sopratutto morale ed economico, oltre che occupazionale. Con la raccolta differenziata spinta porta a porta ci sarebbero migliaia di nuovi posti di lavoro in una provincia in costante recessione. Già questo basterebbe. I costi non aumenterebbero certo perchè ci sarebbe il recupero di materie prime seconde riutilizzabili, riciclabili di valore e con queste nuovi impianti e nuovi posti di lavoro. Senza contare che si risparmierebbe sulle spese sociali derivanti dall’inquinamento, quindi per la bonifica, ma anche e sopratutto di prevenzione delle malattie sempre più gravi che colpiscono chi vive, suo malgrado, vicino alle discariche, impianti Tmb e inceneritori. Tumori in varie parti del corpo come dimostrano indagini epidemiologiche ma anche gli assenti all’appello nelle varie famiglie. Senza contare malattie degenerative come l’alzheimer, malattie dell’apparato cardio circolatorio e respiratorie tutte collegate all’inquinamento. Per i cittadini che convivono con le emissioni moleste giornaliere che impediscono qualsiasi attività all’aperto e che spesso entrano dentre le stesse finestre chiuse, per gli imprenditori agricoli che non sanno se possono coltivare all’esterno del perimetro della discarica, viste le analisi inequivocabili dell’ArpaLazio che dal 2005 al 2012 (dopo è top secret) che testimoniano un forte inquinamento delle falde fuori e dentro la discarica, senza informazione alcune sui rischi per la salute umana dell’uso dell’acqua inquinata sentire o leggere affermazioni di chi si rallegra per un fallimentare 23% è la solita presa in giro. E pure pagata la presa in giro dalle tasse verso consiglieri e commissioni che dovrebbero garantire la salute pubblica. Nessuno ha mai saputo quale sia il risultato degli oltre 30 mila € erogati dalla provincia al consulente per sorvegliare la ricerca dei fusti tossici. Nessuno conosce il programma che (in teoria) dovrebbe iniziare domani della bonifica delle falde all’interno della discarica di Borgo Montello. Nessuno conosce il programma della bonifica delle falde all’esterno del perimetro della discarica che, stando alle note di stampa, sarebbe stata stralciata da quella interna alla discarica. Intanto le amministrazioni, sembra, conoscessero benissimo i costi che aumentavano già un anno fa per conferimento spesso fuori legge e che, stando ai dati della commissione ambiente provinciale, non abbiano fatto nulla per aumentare la differenziata. Si aumentano malattie e morti degli inceneritori (cui arriverà alla fine il risultato del Tmb) e non si tutelano, nè si informano i cittadini che hanno la sensazione (sicuramente sbagliata) di essere amministrata da amministratori a loro insaputa”.
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