Audizione congiunta delle commissioni Agricoltura e Ambiente del Consiglio regionale sulle problematiche relative ai danni provocati dalla fauna selvatica nel Lazio. Nel corso della seduta il presidente dell’VIII commissione Mario Ciarla (Pd) ha annunciato una proposta di legge, elaborata assieme al vicepresidente Mario Abbruzzese (Pdl – Forza Italia), che vuol costituire un punto di sintesi delle varie proposte presentate. Un testo per il quale ci si è già preoccupati di individuare adeguata copertura finanziaria. Tre gli indirizzi – annunciati da Ciarla – prevenzione dei danni, misure ordinarie di controllo e misure straordinarie di controllo. Il presidente della commissione Ambiente, Enrico Panunzi (Pd), al termine dell’audizione, dalla quale è emersa una disponibilità bipartisan ad affrontare celermente la questione, ha sottolineato la necessità di definire un cronoprogramma oltre che valorizzare il ventaglio degli interventi. L’audizione di questa mattina è stata infatti l’occasione per raccogliere indicazioni e proposte da parte delle organizzazioni agricole. Hanno preso la parola i rappresentanti di Coldiretti e Confagricoltura. Tra le varie proposte, riprese anche dai consiglieri presenti, quella dell’attenzione al fenomeno nelle aree protette, di un fondo di mutualità, il ruolo centrale delle imprese agricole nella gestione dell’ambiente, la ricerca di risorse “concretamente disponibili” e la necessità di interventi organici che siano di aiuto tanto alle imprese agricole che alla pubblica amministrazione. Abbruzzese ha ricordato gli impegni bipartisan assunti in materia nel corso degli incontri con le associazioni di imprenditori agricoli, l’entità dei danni (circa 3 milioni di euro) e la necessità di collegamento tra programma di sviluppo rurale (PSR) e la nuova legge. Numerosi gli interventi dei consiglieri presenti. Oscar Tortosa (Psi) ha ricordato l’impegno già preso per i danni provocati dagli storni e ripreso il tema dell’internazionalizzazione. Bene l’idea di una garanzia di tipo assicurativo per Riccardo Valentini (Per il Lazio) che ha proposto in un’ottica integrata tra ambiente e agricoltura di rilanciare il ruolo dell’osservatorio faunistico venatorio. Cristiana Avenali (Per il Lazio) ha auspicato che si passi finalmente a una logica di programmazione, ricordando che i danni provocati dai cinghiali coinvolgono pure le aree protette, e che esistono numerosi metodi per intervenire come le catture selettive. Daniele Sabatini (Ncd) ha evidenziato che ci sta ponendo nella maniera migliore, che è necessario generare meno burocrazia possibile e che sarebbe stata necessaria, in passato, minor ambiguità sul calendario venatorio. Giancarlo Righini (FdI) ha chiesto che la normativa abbia una sua autonomia e non venga inclusa nel “collegato” alla manovra finanziaria regionale, ha plaudito all’idea del fondo di garanzia e chiesto tempi brevi per l’iter. Daniela Bianchi (Per il Lazio), infine, dopo aver richiamato l’attenzione sul paesaggio come infrastruttura ha evidenziato che la sfida del lavoro congiunto delle commissioni è arrivare a definire politiche strutturali del territorio. Hanno partecipato all’audizione i consiglieri Adriano Palozzi (Pdl – Forza Italia) e Rosa Giancola (Per il Lazio).
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