“L’annuncio di Stefano Zappalà circa la sua auto-candidatura di referente del Nuovo Centrodestra in provincia di Latina lascia basiti, non tanto per la sua adesione al neo partito, ma sopratutto per le motivazioni addotte dallo stesso ex europarlamentare, ex Forza Italia ed ex PDL”. A dirlo è Silvio D’Arco, assessore provinciale allo Sviluppo Economico, che in una nota spiega le sue perplessità sull’operazione condotta dall’ex eurodeputato: “Da quanto dichiarato agli organi di informazione emergono solo odiosi sentimenti di rancore verso il suo ex partito ed in particolare contro Cusani ed il senatore Claudio Fazzone, dai quali ha voluto rimarcare fortemente le sue distanze con evidente disdegno. Nel suo intervento – prosegue D’Arco – oltre agli strali poco nobili verso i principali dirigenti provinciali dell’ex Popolo della Libertà non si intravvede nessuna riflessione seria, sia politica che progettuale. Zappalà poteva uscire di scena in maniera più serena e dignitosa, poiché ha avuto tutto, ma proprio tutto, da Forza Italia prima e poi dal PdL, consigliere e assessore regionale del Lazio, sindaco di Pomezia e poi ancora due volte Parlamentare europeo. Nessuno in provincia di Latina aveva mai ottenuto tanto. Evidentemente Zappalà – continua Silvio D’Arco – ha scelto il modo peggiore per continuare a fare politica, utilizzando i vecchi arnesi politici basati sull’invettiva, il rancore e i personalismi esasperati di cui il paese e la nostra provincia ha urgente bisogno di eliminare dalla legittima dialettica politica e democratica. Stia tranquillo Zappalà, egli non corre alcun rischio di confusione politica tra la sua persona e quella di Cusani, giacché la distanza politica, molto netta, è già avvenuta in tempi non sospetti, in particolare con la sua pessima esperienza di assessore regionale nella ex giunta Polverini e con la nullità della sua azione di europarlamentare, di cui non c’è nessuna traccia percepibile in provincia di Latina, né di tipo finanziario né, tantomeno, di tipo normativo riscontrabile concretamente almeno sul territorio pontino. Gli faccio comunque tanti auguri – conclude l’assessore provinciale – con la sincera speranza che lasci perdere i suoi ingiustificabili rancori personali e le sue ingenerose invettive contro la sua stessa ormai ex classe politica dirigenziale del centrodestra pontino. Dico questo, non per difendere Cusani o Fazzone, ma semplicemente per una questione di stile, di serietà e credibilità politica”.
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