Alla fine le scintille sul tema della cittadinanza onoraria non ci sono state, causa l’assenza tra i banchi di Roberto Reginaldi (colpito da un grave lutto in famiglia), che ha chiesto ed ottenuto il rinvio del punto. Ma qualche frecciata è ugualmente partita nel corso del consiglio comunale che si è chiuso da qualche ora. A cominciare dalla delicata situazione politica all’interno della maggioranza. Campoli ha subito messo le cose in chiaro nel corso delle sue comunicazioni all’assise, confermando la revoca delle deleghe nei confronti di Giovanni Zeppieri (ovviamente assente). Al sindaco, nel silenzio (e anche nell’imbarazzo) generale, ha risposto il vulcanico Serafino Di Palma, che nel corso del suo accorato intervento è stato addirittura capace di bisticciare con il suo capogruppo, Ernesto Carlo Di Pastina, che probabilmente non si aspettava un passaggio del suo collega su un tema prettamente appannaggio degli esponenti del Partito Democratico in tutte le sue forme e correnti. A cercare di stemperare i toni ci ha provato Giovanni Bernasconi, proprio il primo ad alzare la voce con le sue dimissioni da presidente della commissione Bilancio, che si è appellato all’unità di intenti dell’amministrazione ed ha auspicato un ripensamento da entrambe le parti sulla spinosa vicenda. Da un punto di vista amministrativo, invece, fatto salvo il discorso sulla videosorveglianza che sa tanto di palliativo rispetto ai seri problemi di sicurezza che ogni giorno emergono in città (soprattutto nelle zone periferiche), a tenere banco è stata la questione della Tarsu. Bernabei ha provato, con la solita lucidità, a spiegare i perché delle novità introdotte. E ci sarebbe anche riuscito, almeno nella sua logica, salvo poi dover accertare che, comunque, i cittadini pagheranno di più. Non bastano più le rassicurazioni sulle buone intenzioni dell’amministrazione di abbassare il peso contributivo sui cittadini o, ancora, affermare che si scoveranno finalmente quelli che le tasse non le hanno mai pagate nel corso degli anni. Insomma Bernabei ci ha provato, ma è venuto meno (lui e tutta l’amministrazione) alle promesse fatte un anno fa (il 31 ottobre 2012 per essere precisi) quando, dopo aver alzato al massimo consentito dalla legge le aliquote Irpef e l’Imu sulle prime e sulle seconde case, motivò questa decisione parlando di crisi e promise che le tasse sarebbero state alzate al massimo per poi abbassarle nel corso del tempo. Non basta nemmeno (ai cittadini si intende) sapere che questo aumento del 7% è dovuto ad un mero dettaglio tecnico (al fatto che le incassa il Comune che deve pagare l’Iva sulle fatture che emette la SPL) per giustificare queste scelte, soprattutto da un punto di vista politico. Infine fa un po’ impressione l’uscita del sindaco il quale, dopo aver distribuito le colpe nel corso degli anni ai vari Storace, Polverini, Berlusconi, oggi se la prende addirittura con il Governo, dicendo che i legislatori non riescono a capire le reali esigenze delle piccole realtà locali.
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Simone Di Giulio





