Daniele Montanarini, presidente di Cia Lazio Nord per le province di Viterbo e Rieti, torna a denunciare le difficoltà del comparto agricolo e punta il dito contro il peso della grande distribuzione lungo la filiera.
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L’intervento arriva all’indomani della mobilitazione che il 22 ottobre ha portato Cia Lazio in presidio a Montecitorio. Per Montanarini serve innanzitutto una distinzione chiara tra produzione agricola e sistema agroalimentare nel suo complesso.
«La produzione agricola è una cosa molto specifica. C’è chi fatica, suda e vuole veder riconosciuto il prezzo del proprio lavoro», afferma il presidente di Cia Lazio Nord.
Secondo Montanarini, oggi il valore prodotto dagli agricoltori verrebbe fortemente compresso dalla grande distribuzione, con effetti negativi sia per chi produce sia per i consumatori. «Il risultato è che si viene fregati in due: noi agricoltori che produciamo e i consumatori», sostiene.
Il presidente di Cia Lazio Nord richiama quindi la forte distanza tra i prezzi riconosciuti ai produttori e quelli finali al consumo, parlando di un meccanismo che, a suo giudizio, favorirebbe fenomeni speculativi lungo la filiera.
«Se c’è una distanza così grande tra quello che viene corrisposto a chi produce e quello che viene chiesto a chi compra, vuol dire che c’è qualcuno che si arricchisce non con il lavoro ma con la speculazione», afferma Montanarini.
Per l’esponente dell’associazione servirebbero quindi interventi normativi e una maggiore capacità organizzativa dei produttori, così da rafforzarne il peso contrattuale e chiarire ai consumatori che gli aumenti dei prezzi non dipendono necessariamente da chi lavora nei campi.
Montanarini richiama inoltre la necessità di una scelta politica più netta a tutela della produzione agricola e dei consumatori, citando come esempio modelli legislativi adottati in altri Paesi europei e sollecitando accordi di filiera territoriali capaci di ricostruire un maggiore equilibrio.
«Da parte nostra proviamo a dare risposte concrete ai nostri associati. Continuiamo la fase di mobilitazione permanente, che è aperta alla concertazione e alla discussione», conclude il presidente di Cia Lazio Nord.




