Trasformare il patrimonio della Via Appia in una leva stabile di sviluppo economico, turistico e occupazionale per i territori. È la proposta lanciata dalla Provincia di Latina alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, dove è stato presentato il progetto “Economia della bellezza”, realizzato insieme alla Camera di Commercio Frosinone Latina e alla sua Azienda Speciale Informare.
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«La Via Appia Regina Viarum, riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO, è un’occasione straordinaria per costruire una nuova politica di sviluppo territoriale», dichiara il presidente della Provincia Federico Carnevale. «La sfida non è soltanto tutelare e promuovere un patrimonio millenario, ma dotarlo di una strategia capace di generare valore economico e opportunità per le imprese e le comunità».
Il punto di partenza è lo studio ISNART realizzato per la Camera di Commercio, che ha coinvolto 600 turisti e 200 imprese ricettive nei 13 Comuni attraversati dal tratto pontino della Via Appia. Secondo i dati presentati, il 64% dei visitatori frequenta i centri storici, contro una media nazionale del 35%, mentre il 21,4% acquista prodotti dell’artigianato locale e il 17,4% partecipa a degustazioni.
Gli eventi incidono sulla scelta della destinazione per il 16,5% dei turisti, mentre Internet orienta il 76,7% delle decisioni di viaggio e le guide turistiche il 29,3%. La spesa media giornaliera sul territorio è pari a 103 euro, principalmente per ristorazione e prodotti tipici, a cui si aggiungono circa 74 euro per l’alloggio.
La valutazione complessiva della vacanza raggiunge 7,7 su 10 e sale a 8,4 per l’offerta culturale. La Via Appia avrebbe inciso direttamente sulla scelta del viaggio per il 14,2% degli intervistati e contribuito alla decisione per un ulteriore 24,8%.
Tra le esigenze indicate dai visitatori emergono soprattutto segnaletica, aree di sosta, servizi per chi percorre il territorio a piedi o in bicicletta e strumenti digitali per orientarsi. Tra le imprese intervistate, il 79% considera l’Appia una risorsa importante e il 70% chiede una maggiore promozione.
«Sono numeri che confermano come il nostro patrimonio sia già un fattore di attrattività e come esistano importanti margini di crescita», sottolinea Carnevale. Da qui la proposta di istituire un Osservatorio economico permanente della Via Appia insieme al sistema camerale, per monitorare flussi turistici, ricadute economiche del riconoscimento UNESCO, imprese e occupazione.
«Non basta misurare quanti turisti arrivano. Dobbiamo capire quanto valore resta sui territori e dove concentrare le risorse. La programmazione deve partire dai dati e dall’ascolto delle imprese», afferma il presidente.
Altro punto centrale è la governance. La Provincia propone un Tavolo tecnico interistituzionale per la Via Appia, in raccordo con gli organismi esistenti e con il Ministero della Cultura, coinvolgendo le quattro Regioni attraversate dal sito UNESCO: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia.
«Un patrimonio che attraversa quattro Regioni non può essere governato con iniziative scollegate», osserva Carnevale. «Serve una collaborazione stabile, che rispetti le competenze di ciascuno e porti a progetti di respiro interregionale».
La Provincia ha già istituito la Cabina di Regia dei 13 Comuni del tratto pontino e il Tavolo Permanente degli Stakeholder e ha avviato un confronto con ALES Spa, società del Ministero della Cultura, per accompagnare gli enti dalla programmazione all’attuazione dei progetti legati al Piano di gestione del sito UNESCO.
A Paestum è stato presentato anche il primo contratto di licenza d’uso del marchio, avviato con DiversaMenteAgricola per l’olio extravergine di oliva Co-EVO N.13 “Essenza della Regina Viarum”. «Vogliamo che il valore del nostro patrimonio trovi una traduzione concreta anche nell’economia locale», spiega Carnevale.
La seconda giornata della BMTA è stata dedicata ai 13 Comuni attraversati dalla Via Appia, con un racconto integrato di storia, imprese, cucina e mare. Lo stand ha registrato la partecipazione di amministratori, operatori economici, associazioni e realtà produttive, oltre all’interesse dei visitatori per il patrimonio archeologico e le eccellenze territoriali.
«A Paestum lanciamo una proposta politica precisa: passare dalla promozione dei luoghi alla costruzione di un sistema economico territoriale, dalle potenzialità ai risultati misurabili», conclude Federico Carnevale. «È questo il significato dell’Economia della bellezza».








