Il Comune di Pontinia torna a mobilitarsi a tutela della filiera bufalina del territorio provinciale e lo fa con un sollecito recapitato al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, alle autorità locali e regionali e a tutti i sindaci del costituendo “Distretto Bufalino dell’Agro Pontino”.
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Il tema resta quello affrontato in altre recenti occasioni, l’ultima delle quali culminata con una delibera di Giunta dello scorso 8 agosto: secondo l’amministrazione comunale, il comparto deve essere tutelato da speculazioni e contraffazioni imponendo l’uso esclusivo di latte fresco e vietando il ricorso a cagliate e latte di bufale provenienti da Paesi extra UE. Per applicare queste disposizioni, sostiene il Comune, è necessario attivare immediatamente i controlli previsti.
Accogliendo il grido d’allarme degli allevatori, il sindaco Eligio Tombolillo ha inviato una richiesta urgente sulle direttive ministeriali per tracciabilità, etichettature e controlli del latte e della mozzarella di bufala, soprattutto nei caseifici.
«Il comparto lamenta l’inefficienza degli organi di controllo e per questo invochiamo un contributo più incisivo dalla direzione e dal personale ispettivo del Consorzio della Mozzarella MBC DOP: ad oggi i controlli sono a carico dei bistrattati allevatori e non dei caseifici, con particolare attenzione nel periodo che va dal primo marzo al trenta settembre di ogni anno corrente. Dobbiamo comprendere che si rischiano di vanificare i sacrifici di decine di anni di lavoro da parte degli operatori. Per scongiurare azioni di protesta che possono sfociare in manifestazioni di piazza con pericolo per l’ordine pubblico chiediamo di porre fine allo stato di emergenza attivando immediatamente i controlli incrociati tra il latte e la mozzarella di bufala prodotta in Italia e applicando le sanzioni mirate a bloccare l’uso illegale di produzioni estere. A tal proposito sarà fondamentale mobilitare per i controlli le Forze dell’Ordine, le Asl, le Regioni, i servizi veterinari e lo stesso Ministero».

Nella nota, destinata ad essere accolta e condivisa anche dagli altri Comuni facenti parte del “Distretto Bufalino”, si fa leva sulla necessità di mettere in pratica quanto previsto dal Decreto attuativo dell’articolo 13 della Legge 21 aprile 2026 n. 75, “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”, richiamata dall’amministrazione come strumento per rafforzare la tutela delle produzioni agroalimentari italiane. Nel testo, sottolinea il Comune, trovano spazio misure sulla tracciabilità del latte bufalino e sui controlli del latte e della mozzarella di bufala MBC DOP e non DOP.
«Parliamo di produzioni che sono un fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo, vero volano produttivo ed occupazionale di vaste aree dei territori della Regione Lazio e dell’area della Mozzarella di Bufala MBC DOP delle altre Regioni».
Come osservato da Tombolillo, l’approvazione della Legge 75 non avrebbe ancora risolto l’emergenza denunciata dalla filiera, con gli allevatori che lamentano il prezzo al ribasso del latte di bufala alla stalla e il ricorso a materie prime a basso costo provenienti da Paesi extra UE.
«È noto a tutti l’utilizzo costante di cagliate congelate prodotte all’estero che vengono liquefatte, fuse e ricomposte nel ciclo produttivo per la fabbricazione di Mozzarella di Bufala Italiana MBC-DOP e non DOP. Così facendo si omette l’indicazione del termine “cagliata” nell’elenco degli ingredienti, sostituendolo o mascherandolo sotto la dizione “latte” e seguendo una pratica ingannevole ed illegale, penalmente perseguibile. Con il termine “cagliata”, peraltro, si identifica un semilavorato del latte, ovvero un ingrediente composto avente identità chimico-fisica, merceologica e doganale nettamente distinta dal “latte” crudo o pastorizzato. Se non scatteranno subito i controlli previsti il settore sarà fortemente penalizzato e le disposizioni legislative continueranno ad essere aggirate o ignorate», conclude Tombolillo.





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