Le condizioni di accesso al Padiglione Porfiri, Polo Oncologico dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, finiscono al centro dell’intervento di Luigi Gioacchini, esponente del MLIS – Movimento Libero Iniziativa Sociale di Sezze, che richiama l’attenzione in particolare sulle difficoltà incontrate dai pazienti e dai loro accompagnatori e sulla carenza di parcheggi nell’area.
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«Non sembra, ma questo è l’ingresso al Padiglione Porfiri, Polo Oncologico dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina», osserva Gioacchini, che lega la situazione attuale al più ampio dibattito sulla sanità pontina e sul futuro nuovo ospedale di Latina.
«Mentre si continua ad attendere il nuovo ospedale di Latina, la cui realizzazione sembra proiettata in un orizzonte molto fumoso, e mentre le strutture ospedaliere della provincia restano in una situazione tutt’altro che rassicurante, prosegue imperterrita quella che appare come una sterile trafila amministrativa, con il solo risultato di favorire, ancora una volta, le strutture private. Forse, nel frattempo, più che le chiacchiere, sarebbe il caso di cominciare a valorizzare ciò che già esiste».
Per l’esponente del MLIS sarebbe necessario partire proprio dai problemi più immediati che interessano chi ogni giorno deve raggiungere il Polo Oncologico. «Prima ancora di immaginare nuove opere faraoniche, bisognerebbe almeno creare le condizioni affinché pazienti fragili e accompagnatori possano raggiungere la struttura senza ostacoli e, soprattutto, possano parcheggiare in condizioni dignitose. Non dovrebbe essere una richiesta straordinaria, ma una questione elementare di civiltà».
Gioacchini avanza quindi una proposta concreta per aumentare gli spazi disponibili per la sosta, ipotizzando la realizzazione di almeno un centinaio di posti auto riservati ai pazienti e ai loro accompagnatori.
«Perché allora non verificare la possibilità di rimuovere quelle piante che, peraltro, non sembrano godere di particolare salute, prima che vengano giù da sole magari sulla testa di qualche povero cristo, e ampliare i margini della strada esistente, ricavando spazi per la sosta a spina di pesce? Un intervento concreto, semplice e decisamente dai costi contenuti. Soprattutto, un intervento che avrebbe un effetto immediato sulla vita quotidiana di persone che già devono affrontare il peso enorme della malattia».
L’esponente del Movimento Libero Iniziativa Sociale chiama quindi in causa il Comune di Latina e la Regione Lazio, chiedendo maggiore attenzione verso un problema che, a suo giudizio, potrebbe essere affrontato con un intervento relativamente semplice.
«La sindaca di Latina e il presidente della Regione Lazio avranno certamente questioni più complesse da affrontare. Ma, insieme ai loro “sodali” — e senza perdersi nelle solite corbellerie ultradecennali — volendo, potrebbero forse trovare il tempo per occuparsi anche di questo problema. Perché, qualche volta, amministrare significa semplicemente guardare ciò che si ha davanti agli occhi e fare quello che serve. E qui, francamente, servirebbe davvero poco per dare un po’ di respiro a chi ne avrebbe tutto il diritto», conclude Gioacchini.








