Pedro Sánchez ha annunciato le proprie dimissioni da primo ministro spagnolo e convocato elezioni anticipate per il 29 novembre 2026. «Ho deciso di convocare un Consiglio dei ministri straordinario per convocare elezioni generali che si svolgeranno domenica 29 novembre», ha dichiarato dal Palazzo della Moncloa in un discorso istituzionale. La fine naturale della legislatura era prevista per luglio 2027.
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Il crollo del governo ha radici precise. Il 2 ottobre il Congresso ha bocciato due decreti legge sull’emergenza abitativa con 172 voti favorevoli e 178 contrari. Determinanti, ancora una volta, i sette deputati dell’indipendentismo catalano di Junts, che hanno votato contro insieme al Partido Popular, a Vox e al Partito Nazionalista Basco. Tra le misure affondate figuravano la proroga fino a due anni dei contratti di locazione, maggiori protezioni contro gli sfratti delle persone vulnerabili, limitazioni all’acquisto speculativo da parte dei cosiddetti “fondi avvoltoio” e una serie di incentivi fiscali per il mercato della casa. Sarebbe bastata l’astensione dei sette deputati di Junts per cambiare l’esito del voto.
A far propendere Sánchez verso le urne è stata anche la reazione di piazza. 70.000 persone sono scese in piazza a Madrid sabato, in una delle più grandi manifestazioni della sinistra nella capitale spagnola degli ultimi anni. Le proteste si sono diffuse in oltre cinquanta città del Paese, alimentate da un caso simbolo diventato virale: lo sfratto di Maricarmen, 87 anni, dalla sua abitazione. Un’immagine che ha riacceso la rabbia sociale e restituito a Sánchez un terreno narrativo su cui costruire la campagna elettorale.
La pressione verso le elezioni anticipate arrivava anche dall’interno, dirigenti del PSOE e membri dello stesso governo avevano iniziato a ritenere che Sánchez dovesse prendere in considerazione un ritorno anticipato alle urne. Il premier ha trascorso il fine settimana consultando il Partito Socialista, ministri e collaboratori prima di sciogliere la riserva stamattina.
Il centrodestra con il Partido Popular di Alberto Núñez Feijóo parte favorito nei sondaggi, ma Sánchez conta di ribaltare i pronostici cavalcando il tema della casa, che ha dimostrato di saper mobilitare una parte significativa della società spagnola. Non sarebbe la prima volta: nel 2023 aveva già sorpreso tutti con una rimonta considerata impossibile fino a poche settimane dal voto.




