Il caro energia torna a pesare sui bilanci delle famiglie e delle imprese e, secondo una proiezione elaborata da CNA Latina, il conto potenziale per la provincia potrebbe raggiungere circa 320 milioni di euro entro la fine del 2026. Una stima territoriale che parte dagli ultimi dati nazionali dell’associazione e che tiene conto del peso demografico del territorio.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Scomparsa di Alessandro Lanzi, il cordoglio di Celentano: “Gratitudine per lo straordinario gesto della donazione degli organi”
LATINA | Farmacia comunale, utile in crescita del 64%: aumentano servizi e prestazioni per i cittadini
LATINA | Tennis and Friends, 650 prestazioni gratuite con la Asl tra screening e prevenzione
Secondo l’aggiornamento CNA al 30 settembre, dall’inizio di marzo sarebbero circa 16,5 miliardi di euro i maggiori costi sostenuti in Italia rispetto ai prezzi medi di febbraio. Di questi, tra 7,4 e 7,6 miliardi riguarderebbero benzina e gasolio, tra 5,8 e 6 miliardi l’energia elettrica e tra 3 e 3,3 miliardi il gas. Nel solo mese di settembre l’aggravio viene stimato in circa 5 miliardi di euro.
A richiamare l’attenzione sugli effetti per il sistema produttivo è Giuseppe Cannavale, presidente di CNA Latina. Il problema, sottolinea l’associazione, non riguarda soltanto le bollette: carburanti, elettricità e gas incidono contemporaneamente sui bilanci delle famiglie e sui costi di produzione delle aziende. Per le piccole attività, gli aumenti si traducono in una riduzione dei margini e della capacità di investire e programmare.
Se le condizioni attuali dovessero proseguire, CNA stima a livello nazionale un conto complessivo di circa 33 miliardi di euro a fine 2026, con oltre 16 miliardi di ulteriori costi nel quarto trimestre. Quasi la metà dell’aggravio sarebbe determinata dai carburanti. Sotto pressione anche l’elettricità: secondo i dati riportati dall’associazione, il PUN medio di settembre ha raggiunto circa 208 euro/MWh, contro i 114,41 euro di febbraio, con un incremento vicino all’82%.
Partendo dallo scenario nazionale, CNA Latina ha elaborato una proiezione territoriale che stima in circa 3,2 miliardi di euro il possibile aggravio complessivo per famiglie e imprese del Lazio a fine anno. Di questi, circa 320 milioni potrebbero ricadere sulla provincia pontina. L’associazione precisa che non si tratta di un dato ufficiale CNA nazionale, ma di una proiezione ottenuta rapportando lo scenario nazionale al peso demografico dei territori: il Lazio conta circa 5,7 milioni di residenti, pari al 9,7% della popolazione italiana, mentre la provincia di Latina, con circa 567mila residenti, rappresenta il 9,9% della popolazione regionale.
A incidere sul territorio è anche il peso del sistema produttivo. Secondo i dati Terna richiamati da CNA, nel 2024 la provincia di Latina ha registrato oltre 2.400 GWh di consumi elettrici, più del 70% dei quali riconducibile alle attività economiche. A questo si aggiunge l’impatto dei carburanti sulle imprese del trasporto e sulle attività che utilizzano quotidianamente automezzi, con ulteriori ripercussioni sui costi di produzione e distribuzione.
Per Giuseppe Cannavale, una proroga delle misure di contenimento dei prezzi dei carburanti, indicata nella nota come ancora al vaglio del Governo, sarebbe necessaria e auspicabile e potrebbe generare un risparmio nazionale compreso tra 400 milioni e oltre un miliardo di euro, a seconda della durata degli interventi. Una misura che, secondo CNA Latina, non sarebbe però sufficiente perché i maggiori costi interessano ormai anche elettricità e gas.
L’associazione chiede quindi interventi strutturali, maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, misure accessibili alle micro e piccole imprese e l’utilizzo dell’eventuale maggior gettito fiscale per ridurre il costo dell’energia. L’obiettivo indicato è riportare il caro energia al centro delle politiche economiche, affiancando agli interventi immediati una strategia di lungo periodo per tutelare la competitività delle imprese.




