La Uiltucs chiede l’immediato avvio della procedura per il riassorbimento dei lavoratori storicamente impiegati nel servizio di sosta a pagamento di Formia e contesta il ricorso alle selezioni pubbliche avviate in vista del passaggio del servizio alla Formia Rifiuti Zero Srl.
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Il sindacato rende noto di aver inviato alla società e alla stazione appaltante una formale diffida, chiedendo che il personale già impiegato da anni nel servizio venga riassorbito in via prioritaria rispetto ad altre assunzioni. Al centro della vertenza c’è l’applicazione della cosiddetta clausola sociale, richiamata, secondo la Uiltucs, negli atti adottati dal Comune di Formia.
«Quelle maestranze da 20 anni lavorano in quel servizio e non debbono essere sottoposte a valutazioni e selezioni pubbliche, debbono essere assunte attraverso un passaggio diretto, mantenendo le stesse condizioni economiche e normative maturate con tanto sacrificio negli anni di lavoro», sostiene la Uiltucs, richiamando nella propria nota la normativa che ritiene applicabile alla procedura.
I lavoratori, insieme al sindacato, hanno inoltre sottoscritto una richiesta di incontro immediato con l’obiettivo di aprire un confronto sul passaggio del personale. La posizione espressa è quella di non dover concorrere attraverso graduatorie o nuove selezioni per continuare a svolgere un’attività esercitata da circa vent’anni.
La questione nasce in vista del subentro della Formia Rifiuti Zero Srl nella gestione del servizio dal prossimo 1° dicembre. Secondo la ricostruzione della Uiltucs, negli atti e nei passaggi amministrativi del Comune sarebbe stata confermata la clausola sociale, mentre i successivi bandi di selezione pubblica emanati dalla società affidataria rischierebbero di non garantire la continuità occupazionale degli addetti attualmente impiegati.
«La Uiltucs ha raccolto le preoccupazioni di questi lavoratori e di queste famiglie che, dopo venti anni di lavoro, potrebbero rimanere senza occupazione dove il lavoro esiste e non stiamo parlando di una crisi», dichiara Gianfranco Cartisano.
Dal personale arriva anche un appello alla politica cittadina. «In questi anni abbiamo fatto dei progetti con quel lavoro, abbiamo spese programmate, mutui accesi, abbiamo le nostre famiglie con progetti programmati con il lavoro. Capiamo la volontà di affidare il servizio di sosta a pagamento a una società in house, con obiettivi e progetti ambiziosi che condividiamo, ma non possiamo perdere il lavoro dopo 20 anni che svolgiamo quel servizio».
Per il sindacato la salvaguardia occupazionale deve concretizzarsi attraverso l’applicazione della clausola sociale e l’apertura di un confronto con l’amministrazione e la società affidataria. La Uiltucs chiede quindi al sindaco Gianluca Taddeo e all’intera amministrazione comunale una posizione chiara sulla continuità lavorativa degli addetti.
«Non esistono mezze misure – conclude la Uiltucs –. Saremo al fianco di questi lavoratori e di queste famiglie che da anni hanno svolto con professionalità quel lavoro».




