Grande partecipazione al I Convegno Pontino di Endocrinologia e Ginecologia della Menopausa, svoltosi all’Hotel Europa di Latina. Endocrinologi, ginecologi, internisti e medici di medicina generale si sono confrontati sulle principali problematiche che possono accompagnare questa fase della vita e sulle terapie oggi disponibili.
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Non esiste una menopausa uguale per tutte. Sintomi, cambiamenti metabolici, salute delle ossa e disturbi genito-urinari possono presentarsi in modo diverso da donna a donna. Da qui il messaggio centrale del convegno: individuare la soluzione più adatta alla singola donna, evitando sia trattamenti inutili sia la rinuncia a terapie che possono migliorarne salute e qualità di vita.
Responsabili scientifici dell’iniziativa sono stati il dottor Roberto Cesareo, endocrinologo e direttore della UOS Malattie Metaboliche del P.O. S.M. Goretti di Latina, e il dottor Palmiero Ianiri, ginecologo e dirigente medico della UOC Ostetricia e Ginecologia dello stesso ospedale. Il convegno ha ricevuto il patrocinio di AME, Comune di Latina, ASL di Latina, Ordine dei Medici della Provincia di Latina e Tendi La Mano–AIPOM.
Alla menopausa precoce e all’insufficienza ovarica prematura è stato dedicato l’intervento dell’endocrinologa Cecilia Motta, della UOSD di Endocrinologia del Sant’Andrea di Roma, che ha affrontato il tema della menopausa precoce, dalla corretta diagnosi alla terapia.

Ampio spazio è stato dato alla terapia ormonale sostitutiva della menopausa (TOS), la cui scelta deve tenere conto di età, distanza dalla menopausa, sintomi e condizioni cliniche. Nelle donne appropriatamente selezionate, soprattutto nei primi anni dopo la menopausa o prima dei 60 anni, questa terapia rappresenta il trattamento più efficace dei sintomi vasomotori e contribuisce alla protezione della salute dell’osso.
«Non esiste una terapia giusta per tutte le donne. Ogni donna ha esigenze diverse e deve essere ascoltata. Il nostro compito è scegliere insieme a lei il percorso più adatto, tenendo conto dei sintomi, delle condizioni di salute e delle sue preferenze», ha sottolineato Palmiero Ianiri.
Il professor Roberto Volpe, dell’Università Europea di Roma e School of Bionatural Medicine, UK, ha affrontato le modificazioni metaboliche e della composizione corporea in menopausa e i dati di efficacia delle nuove terapie incretiniche, compresi gli agonisti GLP-1 e GIP/GLP-1, nella gestione dell’eccesso ponderale e dell’obesità.
Sul versante della salute delle ossa, Cesareo ha richiamato l’attenzione sull’appropriatezza terapeutica nei primi anni dopo la menopausa. «In una donna da poco in menopausa, senza precedenti fratture e con una bassa probabilità di frattura, la sola riduzione della densità ossea non dovrebbe tradursi automaticamente nella prescrizione di un farmaco anti-riassorbitivo. Occorre considerare età, storia clinica e prospettiva terapeutica nel lungo periodo. Nelle donne appropriatamente selezionate, la terapia ormonale può rappresentare anche un’importante opportunità di protezione dell’osso, come sottolineato dai più recenti documenti della European Society of Endocrinology e della International Menopause Society».
Il convegno ha affrontato anche la sindrome genito-urinaria della menopausa, con il dottor Valerio Galli, dell’Ospedale S.M. Goretti di Latina, e le possibilità terapeutiche per disturbi che possono incidere significativamente sulla qualità di vita.
Spazio infine alle terapie non ormonali, illustrate dalla ginecologa Gabriela Baiocchi, dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, rivolte anche alle donne che non possono o non desiderano utilizzare la terapia ormonale.
La collaborazione tra endocrinologia e ginecologia ha rappresentato il filo conduttore dell’iniziativa: non una terapia uguale per tutte, ma soluzioni diverse sulla base delle caratteristiche e delle esigenze della singola donna. La grande partecipazione alla prima edizione apre alla possibilità di rendere il Convegno Pontino un appuntamento periodico dedicato alla salute della donna.





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