Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità la proposta di legge della Giunta Rocca che aggiorna la normativa regionale in materia di equo compenso e tutela delle prestazioni professionali. Il provvedimento, presentato su iniziativa della vicepresidente Roberta Angelilli di concerto con l’assessore al Lavoro Alessandro Calvi, modifica la legge regionale n. 6 del 2019 adeguandola alle disposizioni introdotte dalla normativa nazionale del 2023.La legge nazionale definisce l’equo compenso come un corrispettivo proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale e conforme ai parametri ministeriali previsti per le diverse categorie.La nuova disciplina regionale interviene, nel rispetto delle competenze legislative del Lazio, per garantire l’applicazione di questi principi nei rapporti professionali con la Regione, gli enti strumentali e le società controllate. Viene inoltre introdotto il divieto di inserire negli accordi relativi alle prestazioni professionali clausole che non prevedano un compenso equo e proporzionato all’opera svolta.«La Regione Lazio è stata tra le prime in Italia, già nel 2019, a dotarsi di una normativa sull’equo compenso. L’entrata in vigore della legge nazionale n. 49 del 2023 rende oggi necessario aggiornare la nostra disciplina regionale e adeguarla al nuovo quadro normativo», dichiara la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio Roberta Angelilli. «Con questa proposta rafforziamo la tutela del lavoro professionale e rendiamo pienamente coerente la normativa regionale con i principi stabiliti a livello nazionale».L’obiettivo è rafforzare le garanzie riconosciute ai professionisti nei rapporti con le amministrazioni e gli organismi regionali, contrastando anche il ricorso a compensi non adeguati alla prestazione richiesta.«L’adeguamento alla legge nazionale rappresenta anche un’occasione per rafforzare concretamente le garanzie per i professionisti – sottolinea Angelilli –. Un compenso adeguato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto significa tutelare la dignità professionale, contrastare la concorrenza al ribasso e contribuire a garantire la qualità delle prestazioni».Il percorso di aggiornamento della normativa, secondo quanto riferito dalla vicepresidente, è stato condiviso anche con gli ordini professionali e con la consulta dei giovani professionisti e imprenditori della Regione Lazio. «Con questo provvedimento diamo continuità a una scelta già compiuta dal Lazio nel 2019 e la adeguiamo all’evoluzione della normativa nazionale. È un aggiornamento necessario, condiviso con gli ordini professionali e con la consulta dei giovani professionisti e imprenditori della Regione Lazio, e soprattutto un’opportunità per rendere ancora più efficace la tutela del lavoro professionale nella nostra Regione», conclude Angelilli.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | Riaperta la tratta Saxa Rubra-Acqua Acetosa, Ghera: «Servizio di trasporto sempre più efficiente»
Sciopero dei treni 7 e 8 settembre: 24 ore di stop, ecco gli orari e le fasce garantite
ROMA | A Kokotoni nasce la Fattoria Comunitaria: il progetto di Spirito Libero per l’autonomia


