
Il caro carburanti continua a pesare sulle imprese e sulle famiglie delle isole, dove trasporti, approvvigionamenti e spostamenti incidono in maniera significativa sui costi quotidiani. A richiamare l’attenzione sulla situazione di Sicilia e Sardegna è Confederazione Imprese Italia, che chiede interventi strutturali e maggiore chiarezza sulle misure previste dopo il 5 ottobre.
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«Per le nostre isole il carburante è una voce essenziale», osserva Francesco Bevacqua, consigliere nazionale di Confederazione Imprese Italia con delega per le Isole. «Quando aumenta il costo del trasporto, a risentirne sono l’impresa che deve ricevere merci, l’artigiano che raggiunge un cliente e la famiglia che dipende dall’auto per lavorare o accedere ai servizi. Questo impatto va valutato tenendo conto delle condizioni dei territori insulari».
Dal 1° gennaio 2026 l’accisa sul gasolio impiegato come carburante è aumentata di 4,05 centesimi al litro, mentre quella sulla benzina è stata ridotta della stessa misura, portando entrambe le aliquote ordinarie a 672,90 euro per mille litri. ([Gazzetta Ufficiale][1])
Successivi provvedimenti hanno temporaneamente ridotto l’accisa sul gasolio. Per il periodo dal 18 al 25 settembre l’aliquota è stata fissata a 572,90 euro per mille litri, mentre dal 26 settembre al 5 ottobre passerà a 622,90 euro per mille litri.
Secondo Confederazione Imprese Italia, per le attività che utilizzano il diesel il peso fiscale si somma alle altre pressioni sui costi. L’associazione sottolinea inoltre come sul prezzo finale del carburante incidano sia l’accisa sia l’IVA al 22% e richiama la necessità di valutare gli effetti delle politiche fiscali sulle economie insulari.
«Il Governo non può limitarsi a guardare il saldo complessivo dell’operazione – prosegue Bevacqua –. Deve chiedersi chi sostiene l’aumento del gasolio e quali conseguenze produce lungo la filiera. In Sicilia e Sardegna, dove la distanza e il trasporto incidono già sulla competitività, questa domanda è ancora più urgente. Occorre rendere trasparente il peso della fiscalità sui carburanti e valutare misure mirate per i territori più penalizzati».
Per Confederazione Imprese Italia, gli interventi temporanei sulle accise possono rappresentare un sollievo, ma non garantiscono alle imprese la certezza necessaria per programmare prezzi, consegne e investimenti. L’attuale rideterminazione dell’accisa sul gasolio è prevista fino al 5 ottobre e l’associazione chiede quindi chiarezza sulle misure che saranno adottate successivamente.
La questione, secondo la Confederazione, interessa principalmente Sicilia e Sardegna ma coinvolge anche Ischia e le isole minori, dove collegamenti e approvvigionamenti rendono ancora più rilevante il costo della distanza.
«L’insularità è una condizione geografica. Non può diventare uno svantaggio economico permanente», conclude Bevacqua.


