
Un guasto ai sistemi di controllo del traffico aereo britannico ha provocato martedì 8 settembre migliaia di ritardi e oltre 2mila cancellazioni, con pesanti ripercussioni per i passeggeri. Come riportato da diversi organi di stampa, alla base del blackout potrebbe esserci un piano di volo trasmesso da un velivolo militare britannico contenente dati errati.
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Secondo quanto riferito dal Financial Times, l’anomalia avrebbe mandato in crisi per circa quattro ore i sistemi utilizzati dal National Air Traffic Services (Nats), causando forti disagi in numerosi aeroporti del Regno Unito. Alcuni voli sono stati dirottati, mentre diversi passeggeri sono rimasti bloccati a bordo degli aerei per ore.
Sull’episodio è stata avviata un’indagine indipendente da parte dell’Autorità per l’Aviazione Civile britannica. La ministra dei Trasporti Heidi Alexander ha chiesto chiarimenti ai vertici di Nats, mentre è stata esclusa l’ipotesi di un attacco informatico.
Il Ministero della Difesa britannico ha inoltre precisato che, al momento, non sarebbero emersi elementi tali da indicare responsabilità o negligenze delle forze armate. Proprio per la natura dell’evento, considerato potenzialmente una circostanza straordinaria, per molti passeggeri potrebbe risultare difficile ottenere un risarcimento.


