I gruppi consiliari di minoranza di Sabaudia intervengono nuovamente sulla complessa e controversa vicenda dei bandi per l’assegnazione dei chioschi sul lungomare, ritenendo necessario fare chiarezza dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Alberto Mosca.
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«Innanzitutto, non possiamo non rimarcare un aspetto singolare quanto rivelatore del metodo di questa Amministrazione: di fronte a un intervento e a critiche politiche condivise e sottoscritte da tutte le forze di minoranza, il sindaco sceglie inspiegabilmente di replicare indirizzando i propri strali esclusivamente contro il Partito Democratico. Un tentativo evidente quanto goffo di personalizzare il confronto politico ed eludere il merito delle questioni sollevate dall’intera opposizione consiliare», affermano i gruppi di minoranza.
L’opposizione contesta anche la ricostruzione del sindaco rispetto a quanto avvenuto in Consiglio comunale. «Nelle sue repliche, il sindaco sostiene che la minoranza avrebbe votato contro i provvedimenti in Consiglio comunale. È bene rinfrescare la memoria al sindaco: in quell’occasione la minoranza non ha votato contro, ma è uscita dall’aula, compiendo un atto politico netto di totale distanza da un percorso amministrativo ritenuto lacunoso e non condivisibile».
Nel merito del nuovo avviso di gara per i sei chioschi, approvato con determinazione n. 2054 del 27 agosto 2026, secondo le minoranze restano sul tavolo tutte le criticità già evidenziate nei giorni scorsi. «Se l’obiettivo sbandierato dalla maggioranza era giustamente quello di tutelare il principio della concorrenza e del pluralismo economico – evitando il concentrarsi di più postazioni in capo a un unico operatore, così come emerso nell’orientamento del Consiglio comunale e richiamato anche dalle vicende giudiziarie collegate al cosiddetto ‘effetto Gallo’ – stupisce constatare come il nuovo disciplinare preveda invece la possibilità per un singolo operatore di aggiudicarsi fino a due lotti, o addirittura tre attraverso le clausole di scorrimento e deroga».
Un’altra contestazione riguarda l’obbligo per i concorrenti di presentare un’offerta per tutti e sei i lotti a pena di esclusione. Secondo i gruppi consiliari di minoranza si tratta di «una previsione che rischia seriamente di porsi in palese contrasto con i principi di accesso al mercato e di proporzionalità più volte ribaditi dalla giurisprudenza e dall’Anac, oltre a gravare impropriamente sugli operatori in termini di requisiti di fatturato e oneri economici».
Le opposizioni respingono quindi le accuse di inesattezze e tornano ad attaccare l’Amministrazione: «Ribadiamo che il problema non risiede nelle critiche mosse dall’opposizione, ma nella fragilità di atti amministrativi che continuano a generare confusione anziché dare certezze allo sviluppo turistico, agli operatori economici e alla città di Sabaudia».
«Consigliamo al sindaco di impiegare più tempo nella lettura degli atti anziché nella scrittura di strampalate repliche a mezzo stampa perché su questi temi continueremo a vigilare con fermezza, nelle sedi istituzionali opportune, a tutela della trasparenza e del rispetto delle regole», concludono i gruppi consiliari di minoranza.


