La sospensione della Bandiera Blu per il litorale di Sabaudia accende lo scontro politico. I gruppi consiliari di minoranza chiedono infatti le dimissioni immediate del sindaco Alberto Mosca, definendo la perdita del riconoscimento «l’umiliazione più grande della storia turistica recente della città».
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Secondo quanto riferiscono le opposizioni, la decisione della FEE Italia interrompe una serie di venticinque anni consecutivi di assegnazione del prestigioso vessillo, simbolo della qualità ambientale e dei servizi balneari. Alla base della sospensione, spiegano i consiglieri di minoranza richiamando la comunicazione dell’ente, vi sarebbe il mancato rispetto di uno dei criteri obbligatori previsti per il mantenimento della Bandiera Blu: l’assenza del servizio di assistenza ai bagnanti sulle spiagge libere interessate dal riconoscimento.
«Si tratta di una non conformità grave – sostengono le opposizioni – che riguarda direttamente la sicurezza delle persone. La carenza di personale nel settore è un dato reale, ma altrettanto reale è il ritardo con cui l’amministrazione avrebbe avviato le procedure necessarie, circostanza che avevamo già evidenziato in Consiglio comunale».
Per i gruppi di minoranza la sospensione della Bandiera Blu rappresenta «un danno d’immagine ed economico enorme» per l’intero territorio, con ripercussioni su operatori turistici, commercianti e cittadini in piena stagione estiva. Da qui la richiesta politica rivolta al primo cittadino.
«La perdita della Bandiera Blu dopo un quarto di secolo – affermano – rappresenta la pietra tombale sull’azione amministrativa della giunta Mosca. Per questo chiediamo le dimissioni immediate e irrevocabili del sindaco. Chi arreca un danno così pesante alla propria città, privandola di uno dei suoi simboli turistici più importanti, non ha più la legittimità politica e morale per continuare a governare».
Le opposizioni concludono chiedendo al sindaco di «prendere atto della situazione, chiedere scusa alla città e consentire a Sabaudia di voltare pagina».


