È Sara Funaro, sindaca di Firenze, la prima cittadina più apprezzata d’Italia secondo il Governance Poll 2026, l’indagine annuale realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore che misura il livello di gradimento di sindaci e presidenti di Regione da parte dei cittadini. Per la prima volta nella storia della rilevazione è una donna a conquistare il primo posto della classifica.
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Con un indice di gradimento del 66%, Funaro precede Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno e vincitore dell’edizione 2025, fermo al 65%, e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, che completa il podio con il 64%.
Subito ai piedi del podio si collocano Massimo Zedda (Cagliari) con il 63% e Federico Basile (Messina), protagonista della crescita più marcata rispetto allo scorso anno, che raggiunge il 62%.
Nel Lazio, tra i sindaci dei capoluoghi in 17° posizione figura Matilde Celentano, prima cittadina di Latina. Secondo il Governance Poll 2026, il suo indice di gradimento resta superiore al 50%, pur facendo registrare una flessione rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Un dato che la mantiene comunque tra i sindaci che conservano il consenso della maggioranza dei cittadini, in un’edizione dell’indagine caratterizzata da un generale calo del gradimento per molti amministratori locali.
Per quanto riguarda i presidenti di Regione, il Governance Poll incorona Antonio Decaro, presidente della Puglia, che debutta al primo posto con il 66% di gradimento. Alle sue spalle si piazzano Alberto Stefani, presidente del Veneto, con il 65%, e Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, con il 64%.
L’indagine fotografa anche una tendenza significativa: due sindaci su tre raccolgono oggi un consenso inferiore rispetto a quello ottenuto al momento della loro elezione, segnale delle crescenti difficoltà che gli amministratori locali affrontano tra vincoli di bilancio, gestione dei servizi e aspettative dei cittadini.
Il Governance Poll viene realizzato ogni anno su un campione di 600 elettori per ciascun Comune capoluogo e 1.000 elettori per ogni Regione interessata dall’elezione diretta del presidente. La rilevazione non rappresenta un’intenzione di voto tra candidati alternativi, ma misura la disponibilità dei cittadini a confermare oggi il proprio sindaco o governatore se si tornasse alle urne.


