Nuova tensione tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla vigilia del vertice NATO di Ankara. Il leader americano ha pubblicato sul proprio social Truth un meme raffigurante la premier italiana mentre lo osserva durante un incontro istituzionale, accompagnato dalla scritta “Restraining order needed“ (“Serve un ordine restrittivo”), un’espressione che ha rapidamente alimentato il dibattito politico e mediatico.
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Il post rappresenta un nuovo affondo nei confronti della premier italiana, proprio nelle ore che precedono uno dei summit più delicati degli ultimi anni per l’Alleanza Atlantica. Il 7 e l’8 luglio, infatti, ad Ankara sono attesi i leader dei 32 Paesi membri, chiamati a confrontarsi su temi centrali come il sostegno all’Ucraina, il rafforzamento della difesa comune, l’equilibrio tra Stati Uniti ed Europa e l’obiettivo di destinare il 5% del Pil alla spesa per la difesa entro il 2035.
L’espressione “restraining order“, nel diritto statunitense, indica un provvedimento con cui un giudice impone a una persona di mantenere le distanze da un’altra, generalmente nei casi di stalking, molestie o violenza domestica. Negli ultimi anni la formula è diventata anche un meme molto diffuso sui social network, dove viene utilizzata in chiave autoironica per descrivere una propria “ossessione” nei confronti di una persona, di un artista o di un argomento. Nel caso del post di Trump, però, il riferimento è rivolto direttamente a Meloni, trasformando un format nato per scherzo in un messaggio dal chiaro significato politico.
Il nuovo episodio si inserisce in un clima già caratterizzato da rapporti complessi tra Washington e alcuni alleati europei. Il vertice di Ankara sarà chiamato anche a ricomporre le tensioni emerse negli ultimi mesi tra gli Stati Uniti e diversi partner della NATO, in un contesto internazionale segnato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente e dal dibattito sull’aumento delle spese militari.
Il post ha suscitato immediate reazioni anche nel panorama politico italiano. Tra i primi a intervenire è stato il segretario di Azione, Carlo Calenda, che su X ha espresso solidarietà alla presidente del Consiglio con parole molto dure nei confronti del presidente americano: «Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio».


