L’Amministrazione comunale di San Felice Circeo interviene sul ricorso presentato al Tar del Lazio contro lo schema di accordo per la valorizzazione dei beni culturali, rispondendo alle dichiarazioni del sindaco di Terracina Francesco Giannetti e ricostruendo la cronologia della vicenda.
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Secondo quanto spiegato dal Comune, il ricorso è stato promosso per tutelare un interesse legittimo dopo oltre due mesi di diffide formali, comunicazioni istituzionali e contatti diretti riguardanti uno schema di accordo tra il Comune di Terracina e il Ministero della Cultura che coinvolgeva anche la Fondazione Città di Terracina nella gestione di beni culturali situati nei territori di San Felice Circeo e Sabaudia, tra cui la Grotta Guattari, le Terme Romane di Torre Paola e l’area archeologica della Casarina.
L’Amministrazione evidenzia inoltre che la deliberazione con cui il Comune di Terracina ha disposto la revoca parziale dello schema di accordo, limitandolo ai soli beni presenti nel proprio territorio, è stata adottata il 23 giugno 2026, il giorno successivo alla scadenza del termine previsto per l’impugnazione davanti al Tar.
«Da oltre due mesi rappresentavamo, con comunicazioni istituzionali e per le vie brevi, la nostra contrarietà a uno schema che prevedeva la gestione di beni culturali del nostro territorio. La revoca parziale di quello schema è arrivata soltanto il 23 giugno, il giorno dopo la scadenza dei termini per ricorrere al Tar, e questo ha reso necessario il ricorso, a tutela degli interessi della nostra comunità», ha dichiarato il sindaco Monia Di Cosimo.
Il primo cittadino ha infine precisato che la vicenda non compromette i rapporti istituzionali con Terracina.
«Ribadisco comunque che questa vicenda non intacca i rapporti istituzionali con il Comune di Terracina, fondati su una collaborazione di lungo periodo che intendiamo proseguire sempre con spirito di leale cooperazione tra Enti», ha concluso Di Cosimo.


