Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, ha ribadito il ruolo strategico delle telecomunicazioni per la competitività europea intervenendo all’evento “Telco per l’Italia”, dedicato alle prospettive del settore tra investimenti, condivisione delle infrastrutture e nuovi equilibri di mercato.
Leggi sullo stesso argomento
MONDIALI 2026 | Gruppi G e H senza padroni: quattro sfide per rompere l’equilibrio
MONDIALI 2026 | Olanda e Giappone dominano, Germania in rimonta. Ecuador fermato da Curaçao
MONDIALI 2026 | Yamal e la Spagna volano, Capo Verde ancora da favola, l’Egitto di Salah vola in testa: la notte dei Gruppi G e H
Secondo Di Raimondo, sostenibilità delle telecomunicazioni significa oggi garantire all’Italia e all’Europa la capacità di investire nella propria autonomia tecnologica e industriale. «La sovranità digitale è la leva strategica della competitività del sistema Paese», ha affermato, sottolineando l’importanza di un mercato aperto ma fondato su regole uguali per tutti gli operatori.
Nel suo intervento, il direttore generale di Asstel ha evidenziato come le infrastrutture di telecomunicazione rappresentino il fondamento dell’intero ecosistema digitale. «Senza infrastrutture di telecomunicazioni non esiste il cloud, senza cloud non esiste l’intelligenza artificiale», ha dichiarato, ricordando il ruolo delle reti di nuova generazione per la sicurezza nazionale, la manifattura connessa e i servizi pubblici digitali.
A confermare la centralità del settore sono anche i dati sulla crescita della domanda di connettività. Tra il 2019 e il 2025 il traffico dati è aumentato di oltre il 280% sulle reti mobili e di oltre il 130% su quelle fisse, segnando un’espansione costante dell’economia digitale.
Per sostenere questa evoluzione, Di Raimondo ha sottolineato la necessità di un quadro regolatorio europeo e nazionale in grado di favorire investimenti, innovazione e competitività, chiedendo interventi su temi strategici come il costo dell’energia e l’assegnazione delle frequenze radio.
Accanto alle infrastrutture, il direttore generale di Asstel ha indicato nelle competenze il secondo pilastro della trasformazione digitale. «Per costruire il futuro servono persone capaci di progettare, sviluppare, gestire e proteggere le tecnologie che stanno trasformando la nostra economia e la nostra società», ha spiegato, evidenziando come le imprese delle telecomunicazioni dispongano già di professionalità e competenze fondamentali per accompagnare i processi di innovazione.
Per Di Raimondo, la competitività dell’Italia e dell’Europa passerà proprio dalla capacità di coniugare sovranità digitale, investimenti infrastrutturali e sviluppo del capitale umano, elementi considerati indispensabili per affrontare le sfide tecnologiche dei prossimi anni.


