Il gruppo consiliare di Latina Bene Comune, composto dai consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, ha presentato due interrogazioni urgenti all’amministrazione Celentano per chiedere chiarimenti su alcune questioni urbanistiche ritenute particolarmente rilevanti alla luce della recente sentenza definitiva della Corte di Cassazione sul cosiddetto “Palazzo Malvaso”.
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Secondo Lbc, la decisione della Suprema Corte, che ha confermato l’esistenza di irregolarità urbanistiche nell’intervento edilizio, contiene principi che potrebbero avere effetti anche su altri procedimenti edilizi attualmente gestiti dal Comune.
La prima interrogazione riguarda i criteri utilizzati dagli uffici comunali per il calcolo delle volumetrie edificabili. «Si tratta di un tema tecnico ma fondamentale – spiegano i consiglieri – perché dal computo delle cubature dipende la quantità di superficie che può essere legittimamente realizzata e, di conseguenza, il valore economico degli interventi edilizi».
Secondo Latina Bene Comune, le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale individuano in maniera precisa le sole eccezioni che possono essere escluse dal calcolo della volumetria, come alcuni sottotetti, i volumi interrati e specifiche tipologie di porticati. La sentenza della Cassazione sul caso Malvaso avrebbe inoltre ribadito che androni, corpi scala e altri spazi analoghi non possono essere automaticamente considerati volumi tecnici esclusi dal computo.
Per questo motivo i consiglieri chiedono all’amministrazione di chiarire quali elementi vengano oggi esclusi dal calcolo delle cubature e quali siano le basi normative delle procedure applicate dagli uffici comunali, anche alla luce di una recente disposizione interna che considera non computabili i vani ascensore, sia interni che esterni agli edifici.
La seconda interrogazione è invece dedicata direttamente al caso del Palazzo Malvaso, dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione n. 16899/2026 che ha confermato la non conformità dell’intervento rispetto alla normativa urbanistica vigente.
I consiglieri chiedono di conoscere quale sia attualmente lo stato urbanistico e amministrativo dell’immobile, quali atti risultino ancora efficaci, quale sia la situazione dell’ordinanza comunale di demolizione adottata nel 2019 e dell’ordine di demolizione conseguente alla sentenza definitiva notificato nel 2026.
L’interrogazione richiama inoltre quanto accaduto nel 2024, quando la ripresa dei lavori nel cantiere portò successivamente al sequestro preventivo dell’intero complesso edilizio disposto dall’autorità giudiziaria.
Lbc chiede quindi di sapere se il Comune abbia effettuato verifiche interne per accertare eventuali responsabilità amministrative e per evitare ulteriori conseguenze giudiziarie a carico dell’ente.
«Il caso Malvaso non riguarda più soltanto un singolo edificio – affermano i consiglieri – ma pone una questione più generale che riguarda il rispetto delle regole urbanistiche, la trasparenza dell’azione amministrativa e l’uniforme applicazione delle norme per tutti. Dopo una sentenza così rilevante riteniamo doveroso che il Consiglio comunale e la cittadinanza siano informati sulle iniziative assunte dall’amministrazione e sui criteri che guidano oggi l’attività degli uffici tecnici».
Le interrogazioni, conclude il gruppo consiliare, hanno l’obiettivo di verificare se il Comune stia esercitando pienamente le proprie funzioni di controllo e vigilanza urbanistica e se le regole previste dal Piano Regolatore vengano applicate correttamente in tutti i procedimenti edilizi.


