Peggiora il quadro delle conseguenze della guerra tra Stati Uniti e Iran sul resto del mondo.
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In particolare, a minacciare l’Europa è la chiusura dello Stretto di Hormuz, che porta con sé gravissime ripercussioni sulle forniture e sul prezzo del carburante. Dopo il vertiginoso aumento di benzina e diesel, che non accenna a diminuire nonostante le speranze degli ultimi giorni, l’allerta maggiore ora è per il traffico aereo.
Aci Europe, rappresentante degli aeroporti europei, in una lettera al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas, ha lanciato l’allarme: se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto nel giro di tre settimane, la crisi sistemica di carburante per gli aerei diventerà realtà in Europa.
A tutto questo, si aggiunge l’impatto della domanda di petrolio delle attività militari, che mette ancora più alla prova le riserve già precarie.
Uno scenario tutt’altro che roseo, dunque, soprattutto in vista dell’avvicinarsi dell’estate e delle vacanze, con molte prenotazioni già effettuate.
La situazione, in continua evoluzione, resta da monitorare.


