Scoppia la polemica politica a Latina sull’utilizzo del Museo Cambellotti per un concorso di bellezza dedicato ad adolescenti. I consiglieri di Lbc contestano la scelta dell’amministrazione, parlano di uso improprio di uno spazio culturale identitario e chiamano in causa direttamente la sindaca Matilde Celentano per l’assenza di un chiaro indirizzo politico.
“Non basta rifugiarsi dietro risposte tecniche e atti amministrativi: quanto accaduto al Museo Cambellotti chiama in causa scelte precise e responsabilità politiche che l’amministrazione non può eludere”, insoddisfatti i consiglieri di Lbc, Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera, per le risposte ricevute al question time sull’utilizzo del museo dedicato a Duilio Cambellotti e all’ Agro Pontino utilizzato per l’evento “Miss Teen”, un concorso di bellezza per adolescenti. Dall’atto autorizzativo emerge chiaramente che l’uso degli spazi museali dovrebbe essere sempre legato a progetti capaci di valorizzare e rafforzare l’identità del museo, non certo di snaturarla.
“Un concorso di bellezza per adolescenti non è in alcun modo coerente con la missione del nostro museo civico – proseguono i consiglieri di Lbc – né con le sue finalità culturali . L’autorizzazione, firmata dalla direttrice del museo e dalla dirigente del servizio cultura, evidenzia una grave mancanza di coerenza e di indirizzo. Non si può ridurre tutto a un mero atto gestionale: la direzione di un museo ha una responsabilità precisa nella definizione della proposta culturale. E questa vicenda mette ancora più in luce un vuoto politico evidente: l’assenza di un assessore alla cultura, delega che è rimasta nelle mani della sindaca Matilde Celentano, che non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Durante la discussione, la direttrice del museo ha sostenuto la compatibilità dell’evento con i requisiti dell’Organizzazione Museale Regionale del Lazio. Tuttavia, questa motivazione appare in palese contraddizione con il regolamento comunale, che consente eventi nei giorni festivi solo se patrocinati dal Comune, patrocinio che in questo caso non è stato concesso”.
I consiglieri di Lbc proseguono contestando il fatto che per l’intera giornata di domenica scorsa, l’accesso al museo è stato precluso ai cittadini. La giornata dedicata alla fruizione culturale pubblica è stata trasformata in un evento a pagamento, con ingresso a 20 euro.
Oltre a ciò: “Permangono inoltre forti dubbi sulla gestione economica: a fronte di una rendicontazione delle spese fornita dagli organizzatori per dimostrare il ‘senza fine di lucro’, non risultano indicati gli incassi derivanti dalla bigliettazione né quelli legati alla presenza di numerosi sponsor presenti fin nelle locandine promozionali dell’evento. Ricordiamo che l’ottenimento di quegli spazi non può e non deve, da regolamento vigente, avere fini di lucro da parte degli organizzatori. Fermo restando tutte le nostre perplessità sulla gestione dell’evento in questione, ciò che oggi si è evinto dalle relazioni dell’assessora al patrimonio Roda’ e della direttrice museale Lorillo e’ che da qui in avanti il Museo Civico Cambellotti, se non interverranno degli indirizzi politici ben diversi, potrà essere utilizzato come un comunissimo spazio per qualsiasi tipologia di evento. Ci sembra – concludono – questo uno svilimento della missione museale di quel luogo identitario, oltre che dei modelli di emancipazione femminile, tanto sbandierati dalla sindaca Celentano ma evidentemente validi a giorni alterni. La responsabilità è evidente e chiama direttamente in causa la prima cittadina, che ha scelto di trattenere su di sé la delega alla cultura e che oggi deve rispondere delle conseguenze di questa scelta. Ci auguriamo che un simile episodio non si verifichi più e per questa ragione chiediamo che venga ristabilito un chiaro indirizzo politico nella gestione dei luoghi della cultura”.


