Il Consiglio comunale dedicato al Pronto Soccorso deve rappresentare un punto di partenza per arrivare a impegni concreti, dati verificabili e un nuovo confronto entro sei mesi. È la posizione di Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale di PerLatina2032, dopo l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno sul Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti e sulla rete dell’emergenza provinciale.
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«Il tema dell’emergenza-urgenza non riguarda soltanto il Pronto Soccorso, ma l’intera organizzazione sanitaria del territorio e il rapporto tra ospedale, medicina generale, servizi territoriali e rete dell’emergenza. Il confronto sull’ospedale Santa Maria Goretti non può esaurirsi qui. Ora servono impegni concreti, dati verificabili e un aggiornamento tra sei mesi», afferma Ranaldi.
Il consigliere ringrazia Noi Moderati per aver portato in aula la mozione sulla situazione del Pronto Soccorso e sulla necessità di un intervento istituzionale del sindaco presso Regione Lazio e Asl di Latina. «Abbiamo aderito alla mozione perché riteniamo importante che il Comune di Latina assuma un ruolo istituzionale su una questione che riguarda direttamente la salute dei cittadini».
Tra le questioni poste da Ranaldi c’è quella delle condizioni di lavoro di medici e operatori. Il consigliere riferisce di segnalazioni riguardanti problemi strutturali e organizzativi, percorsi non sempre adeguati alle esigenze assistenziali, carichi di lavoro elevati, stress e demotivazione del personale. «È previsto un intervento di aggiornamento e riprogettazione della struttura, ma non si può progettare un Pronto Soccorso senza ascoltare chi ci lavora ogni giorno, perché sono proprio gli operatori a conoscere concretamente i problemi dei percorsi, dei flussi, degli spazi e delle attese».
Sul personale, Ranaldi riporta quanto riferito dagli operatori circa la presenza, in un recente turno del lunedì, di cinque medici durante il giorno, tre nella notte e nove infermieri. «Abbiamo quindi chiesto che vengano resi disponibili dati ufficiali e aggiornati sulla consistenza dell’organico, sulla presenza effettiva nei turni e sul ricorso a personale esterno, gettonisti e prestazioni aggiuntive», precisa il consigliere.
Altro nodo è il rapporto tra ospedale e medicina territoriale. Ranaldi richiama i dati secondo cui gli accessi al Pronto Soccorso sarebbero passati da 132.844 nel 2023 a 141.485 nel 2024, con una prevalenza di codici celesti, cresciuti da 58.707 a 67.506. Il consigliere riferisce inoltre una percentuale di ricoveri pari al 12% degli accessi complessivi nel 2024 e all’11% nel 2025, sostenendo che una parte della domanda sanitaria potrebbe trovare risposta attraverso servizi territoriali adeguatamente organizzati.
«Quando parliamo di appropriatezza degli accessi, dobbiamo evitare di colpevolizzare i cittadini. Prima bisogna garantire alternative territoriali realmente funzionanti e conosciute», sottolinea Ranaldi, indicando tra gli strumenti da rafforzare medicina generale, continuità assistenziale, Case della Comunità e 116117. «Le Case della Comunità non possono essere considerate soltanto nuove strutture fisiche: devono diventare punti effettivi di presa in carico e di collegamento con la medicina generale, la specialistica, i servizi territoriali e l’ospedale. Va accelerato questo funzionamento e inserire nuovi medici di base».
Il consigliere pone l’attenzione anche sulla permanenza prolungata dei pazienti all’interno del Pronto Soccorso. «Il Pronto Soccorso dovrebbe essere il luogo della valutazione e della stabilizzazione dell’emergenza. Il rischio è che si trasformi progressivamente in un luogo di attesa e di temporanea degenza. Non dobbiamo limitarci a contare gli accessi: dobbiamo conoscere anche i tempi di permanenza, quanti pazienti sono in attesa di ricovero, quali sono i tempi di trasferimento nei reparti e dove si determinano i principali blocchi dei percorsi assistenziali».
Ranaldi torna inoltre sul progetto del nuovo ospedale previsto nell’area di Borgo Piave, chiedendo all’amministrazione di verificare lo stato dell’iter. «Ho chiesto alla Sindaca di verificare a che punto sia l’iter del progetto del nuovo ospedale di Latina, sul quale in passato era stato elaborato uno studio di fattibilità/PFTE, donato e finanziato da Ance, progettato dall’architetto Massimo Rosolini. È necessario capire quale sia oggi lo stato di quel percorso, quali eventuali passaggi siano ancora necessari e se il progetto debba essere aggiornato o possa essere ripreso nell’ambito della programmazione sanitaria regionale».
Infine, pur valutando positivamente il confronto trasversale avvenuto in Consiglio, il consigliere ritiene che il documento finale avrebbe potuto indicare con maggiore precisione impegni, tempi e modalità di verifica. «Ho proposto che da qui a sei mesi si possa tornare a fare il punto, anche attraverso la Commissione Welfare, sullo stato della situazione. Vogliamo poter verificare dati e risultati concreti. Perché il voto espresso in Consiglio non può essere il punto di arrivo: deve essere il punto di partenza di un percorso di monitoraggio e di confronto istituzionale», conclude Ranaldi.


