Le difficoltà che stanno interessando il sistema industriale del territorio, con particolare riferimento al comparto automotive e al suo indotto, impongono oggi più che mai l’apertura di una nuova fase di collaborazione e responsabilità condivisa tra tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali del territorio. La manifestazione del 20 marzo a Cassino, che ha visto insieme il mondo del lavoro, le istituzioni locali e le rappresentanze sociali del territorio, ha rappresentato un forte grido di allarme sulle condizioni industriali, occupazionali e sociali del territorio. Da quella mobilitazione è emersa con chiarezza la necessità di aprire una nuova fase di confronto e di lavoro comune per dare risposte concrete alle lavoratrici, ai lavoratori e alle comunità locali. È quindi necessario avviare un lavoro comune e strutturato che veda coinvolti istituzioni locali, rappresentanze delle imprese e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di affrontare in modo unitario la crisi industriale che sta colpendo il territorio e di costruire prospettive concrete di rilancio economico e occupazionale. In questa fase, è fondamentale attivare tutte le possibili forme di coinvolgimento dell’intero sistema territoriale delle imprese. Soprattutto dal punto di vista del recupero delle professionalità. Su questo è importante realizzare, con la disponibilità della Regione, un corposo progetto di riqualificazione e reskilling per il recupero delle professionalità, sostenendo un percorso che favorisca l’adeguamento delle competenze indirizzandole verso una precisa strategia di sviluppo. La salvaguardia delle competenze e delle professionalità presenti sul territorio, che costituisce una delle principale leve di competitività, deve rappresentare una priorità comune. A tal fine, riteniamo utile e necessario costruire un vero e proprio bacino di crisi territoriale, che consenta di incrociare i fabbisogni professionali delle imprese con le disponibilità dei lavoratori in cerca di ricollocazione, favorendo percorsi di riqualificazione, formazione e reinserimento lavorativo.
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Parallelamente, occorre lavorare alla costruzione di un patto territoriale che abbia l’ambizione di condividere scelte strategiche per rianimare il tessuto produttivo locale, sostenere l’innovazione, attrarre nuovi investimenti e orientare nel modo più efficace le risorse pubbliche disponibili – regionali, nazionali ed europee – verso progetti realmente in grado di rilanciare l’economia del territorio e creare nuova occupazione. Questo lavoro di confronto e costruzione di proposte condivise tra tutti gli attori del territorio può e deve rappresentare anche una fase propedeutica al confronto con la Regione Lazio, al quale è importante arrivare non solo rappresentando le criticità, ma anche avanzando alcune proposte condivise e concrete per il rilancio industriale, la tutela dell’occupazione e lo sviluppo del territorio. L’azione proattiva del territorio, tuttavia, non basterà se non si ragiona anche in termini di una vera strategia industriale sulla quale programmare investimenti certi e di prospettiva. La crisi industriale del nostro Paese, che scarica spesso gli effetti più pesanti sui territori impoverendoli dal punto di vista produttivo, occupazionale e sociale, non può essere affrontata senza tornare a investire con decisione, a partire dal settore manifatturiero, che resta un asset strategico sia per la spinta competitiva del sistema Paese sia per la qualità dell’occupazione che è in grado di generare. Tutte le misure di incentivazione già previste rischiano di essere inefficaci e di trasformarsi in un’ulteriore dispersione di risorse pubbliche se non vengono inserite e indirizzate all’interno di una chiara strategia di sviluppo industriale, capace di rilanciare i settori produttivi, sostenere l’innovazione e accompagnare processi di riconversione e trasformazione industriale. Solo attraverso un’azione compatta, responsabile e lungimirante, accompagnata da una visione industriale e da investimenti mirati, sarà possibile affrontare una fase così complessa e trasformare una crisi in un’opportunità di riorganizzazione, innovazione e sviluppo per l’intero territorio.


