Un nuovo hub dedicato a formazione e lavoro alle porte della città. È la proposta portata in Consiglio comunale dall’amministrazione guidata dal sindaco Maschietto, che punta a rafforzare i servizi per l’occupazione sfruttando le risorse del PNRR.
L’iniziativa arriva dopo il completamento della ristrutturazione dell’immobile nel centro storico che tornerà a ospitare il Centro per l’Impiego. Ora l’obiettivo è raddoppiare l’offerta con una sede distaccata, destinata a funzioni differenti e a servizi più avanzati, tra cui la formazione specialistica per le imprese.
Il progetto prevede l’acquisto dell’ex Cedis Izzi, immobile individuato attraverso un’indagine esplorativa avviata dal Comune in linea con le indicazioni della Regione Lazio. La scelta è legata anche ai tempi stringenti imposti dai finanziamenti: la convenzione dovrà essere sottoscritta entro il 30 maggio 2026, rendendo necessaria l’individuazione di una struttura già pronta all’uso.
Dal Comune chiariscono che non si tratta di uno spostamento del Centro per l’Impiego, che resterà nella sede di piazza della Repubblica per almeno 20 anni, ma di un ampliamento dei servizi. Il nuovo hub, infatti, sarà concepito come uno spazio integrato in grado di mettere in rete enti, scuole, università e imprese, con l’obiettivo di favorire occupazione, formazione e inclusione sociale.
Gli hub, spiegano dall’amministrazione, rappresentano un’evoluzione rispetto ai tradizionali Centri per l’Impiego, puntando su servizi più specialistici e su percorsi di sviluppo delle competenze.
Sul progetto si è però acceso il confronto politico. Dalla minoranza sono state sollevate perplessità su tempi, costi e modalità dell’operazione, oltre che sull’opportunità di collocare una nuova struttura fuori dal centro cittadino.
Replica la maggioranza, sottolineando come l’intervento rappresenti un’opportunità per intercettare risorse che altrimenti andrebbero perse. «L’alternativa – sostengono – sarebbe stata non utilizzare fondi disponibili o investirli in immobili non adeguati».
In risposta alle critiche, l’amministrazione precisa inoltre che le ipotesi alternative indicate dall’opposizione – come la clinica Accorinti o l’ex ospedale – non sarebbero praticabili per vincoli di proprietà o per progetti già finanziati, tra cui quello legato al Museo del Neorealismo.
Secondo quanto riferito, l’immobile individuato dispone di oltre 60 uffici e spazi già funzionali, caratteristiche che lo rendono compatibile con le esigenze del bando. Al momento, viene sottolineato, il Comune ha formalizzato solo la manifestazione di interesse all’acquisto.
L’operazione, spiegano infine dalla maggioranza, segue un percorso in tre fasi: prima il finanziamento per la ristrutturazione della sede centrale, poi la disponibilità di ulteriori fondi regionali e infine la decisione di potenziare il servizio con una seconda struttura.
Il tema resta al centro del dibattito politico cittadino, destinato a proseguire anche in vista delle prossime scadenze amministrative.


