Un progetto edilizio da oltre 12mila metri cubi accende il confronto politico a Latina. Il gruppo Latina Bene Comune ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio comunale sul piano previsto in via Terminillo, nel quartiere Gionchetto, che prevede la realizzazione di residenze per studenti universitari e attività commerciali, per un totale di circa 130 appartamenti.
L’atto è stato firmato dai consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, che chiedono chiarimenti sulla legittimità dell’iter urbanistico e sulla validità del Piano Particolareggiato approvato nel 2007, alla base dell’intervento.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, lo strumento urbanistico sarebbe decaduto già nel 2017 per mancata attuazione nei termini previsti e in assenza di atti formali di proroga o conferma. Da qui la domanda rivolta all’amministrazione: è ancora possibile procedere oggi al rilascio dei titoli edilizi basandosi su un piano considerato ormai superato?
Nel documento viene inoltre sottolineato che la Conferenza dei servizi avviata dall’amministrazione non potrebbe sostituire le prerogative del Consiglio comunale né sanare eventuali decadenze dello strumento urbanistico. I consiglieri chiedono quindi che l’intervento venga riportato all’attenzione dell’assemblea consiliare.
Un ulteriore punto riguarda la necessità di aggiornare la valutazione del progetto rispetto al quadro normativo attuale, profondamente mutato negli ultimi anni. In particolare, vengono richiamate le nuove disposizioni sull’assetto idrogeologico e sulla pericolosità idraulica introdotte a fine 2025 dall’Autorità di Bacino, che avrebbero ristretto le possibilità edificatorie nelle aree dei quartieri Gionchetto e Pantanaccio, oltre che nella zona della marina.
Secondo Latina Bene Comune, tali vincoli non erano presenti nel 2007 e impongono oggi una rivalutazione complessiva dell’intervento, nonché un nuovo passaggio in Consiglio comunale, organo competente in materia di indirizzo e controllo.
L’interrogazione solleva infine un possibile profilo di conflitto di interessi: uno dei proprietari dei terreni e progettista dell’intervento risulterebbe anche titolare di un incarico professionale alle dipendenze del Comune, presso il dipartimento Manutenzioni. Una circostanza che, se confermata, potrebbe configurare incompatibilità e violazioni delle norme sul conflitto di interessi e sul divieto di esercizio della libera professione sul territorio comunale da parte dei dipendenti dell’ente.
Per queste ragioni, i consiglieri chiedono all’amministrazione guidata dal sindaco di Matilde Celentano di chiarire la legittimità dell’iter in corso, verificare eventuali incompatibilità e valutare la sospensione della procedura, riportando la questione in Consiglio comunale.
“Parliamo di un intervento rilevante per il territorio – concludono – che deve essere affrontato nel pieno rispetto delle regole, della trasparenza e delle prerogative del Consiglio. Ogni dubbio va chiarito prima di procedere oltre”.


